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Rivoluzione Forza Italia, i sindaci scendono in campo

Forza Italia, il sindaco di Pessano con Bornago Alberto Villa: “Le rivoluzioni sono guidate da chi è escluso dal potere, mentre ora…”

Rivoluzione Forza Italia, i sindaci scendono in campo
Alberto Villa

Rivoluzione Forza Italia, i sindaci scendono in campo

Il futuro di Forza Italia continua ad animare il dibattito interno al partito, con Giovanni Toti che ha mandato nuovamente una sorta di ultimatum a Silvio Berlusconi dichiarandosi pronto a lasciare gli azzurri in caso di mancata indizione delle primarie. il 6 luglio si svolgerà a Roma l’assemblea decisiva, mentre l’incontro di Sesto San Giovanni “Insieme per Forza“, promosso da Giulio Gallera, ha costituito una ricca anteprima densa di spunti.

Interviene ora polemicamente nel dibattito anche Alberto Villa, giovani sindaco di Pessano con Bornago, referente del partito per l’Adda Martesana e vicecoordinatore vicario di Forza Italia Giovani Lombardia.”Da che mondo è mondo, le rivoluzioni sono guidate da chi è escluso dalla gestione del potere al fine di gestirlo per cambiare l’ordine delle cose – esordisce -. In Forza Italia vogliono farmi credere che sarà la nobiltà a guidare la rivoluzione. Quando, un po’ di anni fa, facemmo #formattiamoilpdl per chiedere, appunto,  maggiori spazi di democrazia nel partito, il più “alto in grado” di noi faceva il Sindaco. Vedere oggi che quel ruolo viene interpretato da Parlamentari (alcuni anche di lungo corso), Governatori, Assessori e Consiglieri Regionali, mi lascia quanto meno perplesso. La sensazione è tanto quella che si predichi la partecipazione sognando la cooptazione”.

“Questo vuol dire – prosegue Villa – che Forza Italia è un partito in salute in grado di farsi apprezzare dagli elettori per le sue proposte? Assolutamente no! Questo vuol dire che bisogna rinunciare ad una forma congressuale per eleggere i responsabili di partito e alle primarie per scegliere i rappresentanti nelle istituzioni? Assolutamente no! Penso che oggi, chi ha ricevuto l’onore e l’onere da parte del presidente Berlusconi di scrivere le regole debba concentrarsi a fare quello, senza lanciare ultimatum, senza perdere tempo a fare comunicati stampa o tweet, ma soprattutto senza atteggiarsi come se le primarie che chiede le avesse già vinte e quindi sia legittimato da se stesso e dai sondaggi a comportarsi da leader… che ancora non è. Vi attende una lunga estate di lavoro! P.s. dedicato alla mia Lombardia: tolto qualche dinosauro e qualche amico del Presidente mi pare ci siamo molti parlamentari che vengono dal territorio, sicuramente più che nelle altre regioni, quindi, nonostante tutto, il metodo di selezione della classe dirigente non mi pare così inadeguato”.