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Milano
F2i, Gamberale assolto. E lui: "Pisapia è un pover'uomo"

LA SENTENZA/  Il Gup di Milano Anna Maria Zamagni ha assolto gia' in udienza preliminare l'imprenditore Vito Gamberale, all'epoca amministratore delegato del fondo F2I, e altre due persone nell'ambito del procedimento sulla vendita da parte del comune di Milano del 29,75% della Sea, la societa' che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa. Il giudice sta leggendo le motivazioni, contestuali al verdetto.

"Il sindaco di Milano è un pover'uomo, con che faccia si è presentato come parte lesa... Milano merita altro"., sono le prime frasi pronunciate da Gamberale dopo l'assoluzione: il Comune di Milano, retto dal sindaco Giuliano Pisapia, aveva chiesto di costituirsi come parte lesa. "Oggi la giustizia si è avverata - ha aggiunto Gamberale - Abbiamo sofferto per due anni e mezzo. Una cosa che non doveva accadere. L'Italia non può tenere in piedi un processo del genere. Oggi però il vuoto torricelliano di questa accusa è venuto a galla".

La replica del sindaco: “Comprendo la gioia dell’Ing. Gamberale per il suo proscioglimento ma questo non deve permettergli di insultare prima l’Avvocatura comunale, come ha fatto oggi in una pausa dell’udienza, poi il sindaco che non ha fatto altro che il suo dovere. L’ing Gamberale dovrebbe sapere perfettamente che nel momento in cui nella richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica il Comune era considerato parte offesa, era doveroso costituirsi parte civile per poi, in caso di rinvio a giudizio, valutare le richieste e fare le proprie conclusioni sulla base di quanto emerso in sede dibattimentale”. Lo a fferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapi.

ROBLEDO - Le indagini sulla vendita da parte del Comune del 29,75% della Sea a F2i sono state condizionate dal ritardo nell'assegnazione del fascicolo. Lo ha dichiarato il procuratore aggiunto Alfredo Robledo nell'udienza preliminare per turbativa d'asta a carico di Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i; Mauro Maia, partner in F2i; e Vinod Sahai, il procuratore speciale di Srei Infrastructure Finance Ltd Behari (la società indiana concorrente di F2i che aveva presentato un'offerta in ritardo). Sono accusati di concorso in turbativa d'asta perchá secondo il procuratore Maia "in concorso e previo accordo" con Gamberale, "colludeva con Sahai Vinod Behari", perchá la società indiana "si astenesse dal concorrere alla gara a evidenza pubblica indetta dal Comune di Milano in data 16 novembre 2011 e tenutasi in Milano in data 16 dicembre 2011, avente ad oggetto la vendita di quote pari al 18,60% del capitale sociale della Milano Serravalle Milano Tangenziali spa e di quote pari al 20% del capitale sociale di Sea spa, ovvero, in alternativa, la cessione di quote pari al 29,75% della sola Sea spa, società partecipata dal Comune e dalla Provincia di Milano, gara che vedeva la partecipazione anche del Fondo". F2i alla fine si è aggiudicato il pacchetto di azioni messe in vendita per 385.000.001 euro, pari a un euro in più rispetto alla base d'asta. L'inchiesta, al centro dello scontro tra Robledo e il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, aveva preso il via da una telefonata del 14 luglio 2011 intercettata dalla procura di Firenze e trasmessa a quella di Milano, nella quale l'amministratore delegato di F2i, conversando con Maia, socio nel fondo per le infrastrutture, aveva parlato della possibile indizione di parte di Palazzo Marino del bando di gara e di un appalto "fatto su misura" per le esigenze del fondo. Il fascicolo, come lo stesso Bruti ha ammesso, è rimasto in cassaforte per tre mesi prima che venisse assegnato a Robledo dopo che si è tenuta la gara. Oggi Robledo ha anche detto al gup Annamaria Zamagni che elementi indiziari come presunti contatti tra l'ex assessore Bruno Tabacci, Gamberale e il sindaco Giuliano Pisapia avrebbero potuto essere approfonditi.

"Oggi nel corso dell'udienza preliminare sulla presunta turbativa d'asta durante la vendita delle azioni Sea, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha dichiarato che le indagini sono state condizionate dal ritardo nell'assegnazione del fascicolo. In particolare sono emersi elementi indiziari non approfonditi quali presunti contatti tra l'ex Assessore Tabacci, Gamberale e il sindaco Giuliano Pisapia. Chiediamo al Sindaco di chiarire queste affermazioni e di dirci se ha avuto contatti con Gamberale prima e durante la gara. Se non vuole dare spiegazioni all'opposizione lo faccia almeno per il Consiglio Comunale, per i i consiglieri di maggioranza che hanno votato la delibera di vendita e per i cittadini milanesi. Durante la discussione in aula abbiamo detto più volte che c'era il rischio di votare un bando di vendita cucito su misura e oggi le nostre preoccupazioni trovano riscontri. La responsabilità non è solo del Sindaco e dell'ex Assessore Tabacci, ma anche di chi ha permesso che si forzasse il regolamento d'aula per approvare la delibera. Se ci avessero ascoltati oggi avremmo evitato questa triste pagina della storia dell'amministrazione comunale". Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella.

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