di Fabio Massa
Per adesso la questione non è risolta. Beppe Sala non ha ancora deciso se farà il suo endorsement per Renzi. Né come lo farà, né quando, in caso il Pd lo convinca finalmente a uscire dall’ombra. Sulla vicenda, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, i dem hanno deciso di abbassare la tensione, visto che il raffreddamento dei rapporti tra Matteo Renzi e Beppe Sala rischiava di diventare controproducente. Dopo Pasqua, riprenderà l’interlocuzione. Ad oggi quello che tutti si sentono di assicurare, e che il sindaco stesso assicura agli interlocutori più stretti, è che nel segreto dell’urna non voterà né Michele Emiliano né Andrea Orlando. Il problema dell’urna, è che è – appunto – segreta. E come stanno cercando di spiegare i vari consiglieri del sindaco al primo cittadino è che non esporsi equivale a bocciare l’opzione Renzi. Essere terzi, in questo caso, è praticamente impossibile. Sala da parte sua continua a ribadire la necessità di non schiacciarsi su una mozione congressuale che, peraltro, sugli enti locali è ancora quantomai scarna e priva di profondità. E dunque, come uscirne?
C’è chi ipotizza, secondo rumors raccolti da Affari, che fosse già pronto una sorta di “decalogo” di richieste da Milano a Matteo Renzi, e che l’endorsement di Sala potesse essere subordinato alla soddisfazione di requisiti molto stretti. Di più: che Renzi si impegnasse in modo concreto per Milano, andando di fatto a risponde positivamente a domande precise. In questo senso, anche l’appoggio di Sala potrebbe essere visto non come l’appiattimento su una persona ma come il frutto di una trattativa politica per il bene della città. Anche perché il primo cittadino Sala è anche il sindaco della Città Metropolitana, che è ancora in alto mare. Anzi, per usare una terminologia nautica, continua ad avere una zavorra pesante e ben poca nafta (leggasi risorse di tipo economico) per andare avanti. Per questo Sala dovrebbe incontrare il premier Gentiloni entro i prossimi 20 giorni per discutere della questione. Intanto, per tornare al partito, la mozione Renzi ha definito i propri capilista. Nelle zone 1 e 9 la capolista sarà Ada Lucia De Cesaris, seguita da Marco Granelli, Lisa Noja, Pietro Bussolati e Valeria Marziali. Nelle zone 2 e 3, capolista Davide Skenderi, poi Anna Scavuzzo, Gabriele Villa e Gaia Tartaglia. Nelle zone 4 e 5 capolista Filippo Barberis, poi Marilena Adamo, Bruno Ceccarelli e Silvia Farina. E ancora, zone 6 e 7: Emanuele Fiano, Carla Ceccarelli, Santo Minniti, Alice Arienta e Mattia Cugini. In zona 8 il capolista sarà Franco Mirabelli , poi Carmela Rozza, Paolo Romano e Gaia Romani.
@FabioAMassa
fabio.massa@affaritaliani.it

