Giuseppe Sala guarda già ai possibili nuovi equilibri politici in vista delle prossime elezioni nazionali e individua due variabili precise: Roberto Vannacci e Azione di Carlo Calenda. A margine dell’inaugurazione dei cortili riqualificati dell’Archivio di Stato di Milano, il sindaco del capoluogo lombardo ha spiegato che i due movimenti meritano “molta attenzione” perché potrebbero influire in modo significativo sugli assetti di centrodestra e centrosinistra. “Bisogna guardare a Vannacci con attenzione perché se penso alle prossime politiche credo che le due variabili da interpretare e da capire sono quanto influiranno Vannacci e Azione”, ha dichiarato Sala. Secondo il sindaco, il generale “si è consolidato nel mondo del centrodestra” in una fase in cui “il centrodestra è oggi oggettivamente elettoralmente più forte”.
Allo stesso tempo Sala ritiene che il partito guidato da Carlo Calenda possa incidere soprattutto nell’area progressista: “Azione, se corre da solo, probabilmente toglierà qualcosa di più al centrosinistra”. Per questo motivo il primo cittadino milanese osserva “con molta curiosità” sia il progetto “Futuro nazionale” legato a Vannacci sia le prossime mosse di Azione, per capire “come si sposteranno gli equilibri del centrodestra e del centrosinistra”.
Sala: “Non credo che a Milano Vannacci possa sfondare”
Il sindaco si è soffermato anche sul possibile impatto di Vannacci a Milano, tema diventato centrale dopo il risultato ottenuto dal generale e dalle liste a lui vicine alle ultime amministrative in Lombardia, in particolare a Vigevano. Sala considera legittima una eventuale iniziativa politica del generale anche nel capoluogo lombardo: “Se fossi in lui proverei a presentare un candidato sindaco”, ha affermato. Nonostante questo, il sindaco non crede che un progetto politico guidato da Vannacci possa avere un grande sfondamento elettorale a Milano. “Io più di tanto non posso esprimere giudizi, ma credo sia un po’ troppo presto”, ha osservato Sala, aggiungendo però che “se devo scommettere, non credo che a Milano possa sfondare”.

