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San Siro, Sala contrattacca: “Non faccio il passacarte, il nostro accordo con Milan e Inter è migliorativo”

Il sindaco di Milano replica alle polemiche sull’inchiesta e difende la vendita del Meazza: “La legge stadi chiara, e spinge le amministrazioni a trattare direttamente con i club”

San Siro, Sala contrattacca: “Non faccio il passacarte, il nostro accordo con Milan e Inter è migliorativo”
Sala e lo stadio San Siro

Dopo le polemiche legate all’inchiesta sulla vendita dello stadio Meazza, il sindaco di Milano Giuseppe Sala sceglie i social per rispondere alle critiche e rilanciare la propria posizione. “Questa città non merita un sindaco passacarte. E speriamo non lo avrà mai“, scrive in una lunga storia su Instagram, rivendicando il proprio ruolo nelle decisioni sull’impianto. Le tensioni politiche si sono intensificate nelle ore precedenti, con il centrodestra che ha chiesto chiarimenti e, in alcuni casi, le dimissioni del primo cittadino. In particolare, il capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo ha sollevato dubbi sulla gestione della vicenda.

“La legge stadi spinge le amministrazioni a trattare direttamente con i club”

Nel merito, Sala difende l’operato del Comune richiamando la normativa vigente. Secondo il sindaco, la legge stadi “autorizza, anzi spinge” le amministrazioni a negoziare direttamente con i club senza necessità di un bando pubblico. Il Comune, sottolinea, ha comunque pubblicato un avviso per 35 giorni con l’obiettivo di verificare eventuali alternative. In assenza di proposte concrete, si è proceduto con la trattativa con le società calcistiche.

Sul fronte economico, Sala evidenzia come il prezzo finale di vendita — 197 milioni di euro, determinato dall’Agenzia delle Entrate e confrontato con una stima inferiore di Politecnico e Bocconi — sia frutto di un percorso trasparente. Il sindaco rivendica inoltre un miglioramento delle condizioni a favore del Comune: “Dimezzate le pretese edificatorie e 50% della superficie destinata a verde”, sottolinea, indicando gli elementi che, a suo dire, rendono l’accordo più equilibrato.

Sala: “Non ho voluto tirare a lungo”

Infine, Sala respinge l’idea di aver accelerato impropriamente i tempi. “Avrei potuto tirare a lungo e lasciare questa patata bollente al prossimo sindaco”, scrive, spiegando invece di aver scelto di affrontare la questione per evitare ulteriori ritardi. Un riferimento implicito anche al confronto con altri progetti nazionali: secondo il primo cittadino, prolungare l’iter avrebbe significato vedere altre città partire prima, mentre Milano sarebbe rimasta bloccata nel dibattito.