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Sanità lombarda, scontro La Russa-Bertolaso sulle nomine. Majorino: “Spettacolo indegno”

Melazzini al Niguarda, FdI chiede di rinviare tutto a dicembre e di lasciare Zoli ancora per due mesi. Bertolaso replica: “La Russa non è l’assessore alla Sanità”. Il Pd: “Spettacolo indegno, basta beghe sulle poltrone”

Sanità lombarda, scontro La Russa-Bertolaso sulle nomine. Majorino: “Spettacolo indegno”
Guido Bertolaso

Si alza la tensione nella maggioranza lombarda sulle nomine ai vertici della sanità. Al centro dello scontro c’è la successione di Alberto Zoli alla direzione generale dell’ospedale Niguarda e, più in generale, il possibile riassetto dei manager sanitari regionali. La linea dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso è quella di affidare il Niguarda a Mario Melazzini, attuale direttore generale del Welfare, mentre Fratelli d’Italia chiede di non anticipare le nomine e di rinviare il dossier a dicembre, quando il quadro delle scadenze sarà più ampio.

La Russa: “Fino a dicembre non si tocca nulla”

A mettere nero su bianco la posizione di FdI è Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza e capodelegazione del partito in giunta. “La nostra posizione è che non riteniamo opportuno, in questa fase, procedere a delle nomine quando da qui a due mesi ci sarà l’opportunità per affrontare il problema in modo più globale e generale”, ha spiegato. Per La Russa, dunque, il nodo immediato è soltanto quello del Niguarda. “Adesso non ci sono motivi più impellenti e particolari, al di là delle dimissioni di Zoli dal Niguarda, e stiamo cercando di risolvere quel problema”.

La proposta di FdI è quella di trovare una soluzione che consenta ad Alberto Zoli di restare ancora per un periodo alla guida dell’ospedale. “La posizione nostra è che fino a dicembre non si tocca nulla. Non siamo assolutamente d’accordo a fare ora le nomine”, ha ribadito La Russa, aggiungendo che “c’è più di una soluzione per mantenere lì Zoli, parliamo solo di due mesi”.

Bertolaso: “La Russa non è l’assessore alla Sanità”

La replica di Guido Bertolaso è arrivata a stretto giro ed è stata tutt’altro che diplomatica. Romano La Russa “non credo che sia ancora l’assessore alla Sanità, magari lo diventerà lunedì prossimo…”, ha detto l’assessore al Welfare. Bertolaso ha poi ribadito la propria linea sul Niguarda: “Io devo prendere atto del fatto che il direttore generale dell’ospedale Niguarda, il più importante ospedale pubblico d’Italia, va in pensione il 1 ottobre. Certo non posso permettere che un ospedale del genere sia privo della direzione generale”. Da qui la scelta di Melazzini: “Trattandosi del miglior ospedale d’Italia, a mio modesto avviso va nominato il miglior direttore generale che abbiamo a disposizione e non credo che vi sia nessun altro direttore generale che abbia il curriculum professionale di Mario Melazzini”.

L’assessore ha insistito sul criterio del merito: “Se le valutazioni politiche sono altre, io mi baso solo sul merito e a me le appartenenze politiche non interessano. A me interessa l’appartenenza professionale, la competenza, il merito e una grande capacità manageriale”. Alla domanda se fosse pronto anche alle dimissioni qualora la sua linea non passasse, Bertolaso non ha risposto direttamente: “Mi sembra di avere già detto abbastanza”.

Majorino: “Spettacolo indegno, basta beghe sulle poltrone”

Ad approfittare dello scontro interno al centrodestra è Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd al Pirellone. “La destra in Regione Lombardia sta dando uno spettacolo indegno, un conflitto di potere e poltrone assurdo”, ha attaccato. Majorino chiede la convocazione immediata di un Consiglio regionale straordinario sulla sanità: “L’unico risultato è che la gente rimane in lista d’attesa e deve pagare per farsi curare. Chiediamo che si convochi subito un Consiglio straordinario sulla sanità per parlare dei problemi veri e che la si smetta con le beghe sulle poltrone”. Il confronto, dunque, non riguarda più soltanto il nome del prossimo direttore generale del Niguarda. Lo scontro tra Bertolaso e FdI apre un caso politico dentro la maggioranza lombarda, mentre l’opposizione prova a riportare il dibattito sulle liste d’attesa e sui problemi strutturali della sanità regionale.