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Milano

di Antonino D'Anna

cardinale scola

Aria di cambiamenti nell'Arcidiocesi di Milano. In quel di Piazza Fontana, dicono ad Affaritaliani, potrebbe essere un'estate calda a dispetto delle previsioni meteorologiche. Calda nel senso che per settembre il cardinale Angelo Scola potrebbe – secondo non pochi osservatori – scompaginare e sparigliare le nomine all'interno della Curia. Con promozioni, rimozioni e bocciature.

CHI VA E CHI VIENE- Ancora non ci sono molti nomi, ma come Affaritaliani ha scritto nel mirino potrebbero esserci posizioni ghiotte. Dall'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, gestito dal tettamanziano Tarcisio Bove o la Fondazione Ambrosiana presieduta da mons. Franco Buzzi, il Museo Diocesano e Circuito Marconi, la radio diocesana. Ma altre sorprese potrebbero arrivare.

OASIS IN CRESCITA- Una di queste è lo “sbarco” in grande stile della Fondazione Oasis, nata a Venezia nel 2004 da un'intuizione del cardinale Scola al tempo in cui era Patriarca nella città lagunare, “per promuovere la reciproca conoscenza e l’incontro tra il mondo occidentale e quello a maggioranza musulmana”, come recita il sito della fondazione. Un'ente che vuole studiare: “l’interazione tra cristiani e musulmani e le modalità con cui essi interpretano le rispettive fedi nell’attuale fase di mescolanza dei popoli, 'meticciato di civiltà e di culture', partendo dalla vita delle comunità cristiane orientali. Tale processo storico è inedito nelle sue dimensioni e inarrestabile nella sua dinamica e chiede di essere orientato verso stili di vita buona personale e comunitaria”. Un'opera più che lodevole, con sede legale a Roma, redazione e amministrazione a Venezia, e sede secondaria a Milano aperta nell'aprile scorso. Che partecipa alle attività promosse dalla Fondazione Studium Generale Marcianum (altra creatura di Scola), la quale “promuove il patrimonio culturale e religioso del Patriarcato di Venezia contribuendo alla costruzione dei saperi a livello internazionale”. La Fondazione opera con una rivista omonima, la newsletter, progetti di ricerca, libri e organizzazione di eventi. A proposito: all'ombra della Madunina si dice in questi giorni che Oasis starebbe organizzando un grosso evento internazionale a metà giugno qui in città.

CONTE, LA STELLA IN ASCESA- Il nome che adesso sta gradualmente crescendo è quello di Maria Laura Conte, direttrice editoriale e della Comunicazione di Oasis e con un curriculum di tutto rispetto. Giornalista professionista, una tesi in Esegesi neotestamentaria e laurea in Lettere Classiche, un dottorato di ricerca in Sociologia della Comunicazione. Guida l'editoria e la comunicazione di Oasis da novembre 2011 e fa parte sin dall'inizio del Comitato scientifico e internazionale della Fondazione. Viene da una famiglia di estrazione fucina (appartenente alla FUCI, la Federazione Universitaria dei Cattolici Italiani), in sorprendente controtendenza rispetto a chi si sarebbe aspettato un personaggio dalle radici cielline per un posto simile. È ritenuta come “molto considerata” dal Cardinale e comunque tra “le migliori menti” presenti in Curia. C'è chi è pronto a vaticinare per lei un futuro al posto di don Davide Milani, attuale responsabile dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi a dire il vero già dato altre volte in partenza ma sempre rimasto al suo posto. Del resto, tradizionalmente l'Arcidiocesi ha avuto un sacerdote nel ruolo di portavoce: con la Conte Scola apporterebbe una piccola rivoluzione.

IL BARICENTRO SI SPOSTA?- Certo è che l'apertura della sede milanese di Oasis è stata letta da tanti come un possibile segno di cambiamento. A proposito della Conte, ha spiegato questo spostamento – riferisce l'agenzia di stampa cattolica Zenit – con queste parole: “Oasis resta a Venezia che, per sua vocazione, spinge a guardare verso l’Oriente, ma si apre anche a Milano che ha sulla pelle tutte le ferite e opportunità poste dall’impatto con il 'meticciato di civiltà e culture'”. E ancora: “A Milano è evidente che l’incontro con il mondo musulmano ha un peso imponente, basti pensare ai numeri delle comunità musulmane presenti e al lavoro decennale del Cadr (Centro Ambrosiano di Dialogo con le Religioni, N.d.R.) diretto da don Giampiero Alberti, di Paolo Branca e molti altri”. Insomma, per Conte: “Milano, una tra le città decisive per il futuro, la 'terra di mezzo', la punta avanzata nel cuore dell’Europa, l’incrocio di culture, si propone come luogo ideale da cui partire per allargare l’orizzonte di Oasis. Per puntare lo sguardo maggiormente sull’Occidente e su cosa implica la presenza sempre più numerosa di musulmani. Per guadagnare un’interlocuzione sempre più profonda con la realtà, Oasis ha bisogno di Milano e dei milanesi”. Avanti così.

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