
Sono entrato per una rapina, non volevo ucciderla ma poi ho perso la testa. In sintesi la confessione resa stanotte al sostituto Nadia Calcaterra della Procura di Busto Arsizio da Alex Maggio, l’uomo di 32 anni, disoccupato, con piccoli precedenti penali, fermato dai carabinieri che, grazie ad una segnalazione, lo hanno rintracciato a casa della sua compagna a Bollate, in provincia di Milano. L’uomo e’ ora rinchiuso nel carcere bustocco con le accuse di omicidio volontario e rapina per aver assassinato il tre agosto scorso l’anziana commerciante di Saronno, Maria Angela Patrizia Granomelli, massacrata nella sua gioielleria ‘Il dono di Tiffany’.
Residente a Caronno Pertusella, da qualche giorno si era trasferito a vivere dalla compagna forse sperando di sfuggire alla cattura. Al suo nascondiglio gli inquirenti sono arrivati grazie ad una persona che si e’ recata dai carabinieri di Bollate spiegando di aver visto, e dove, un uomo molto somigliante a quello ritratto dalle foto diffuse nelle scorse settimane dagli inquirenti. Immediatamente i militari si sono recati nel luogo indicato trovandolo. Non ha opposto resistenza e si e’ lasciato accompagnare in caserma dove, al termine di un drammatico interrogatorio, ha ammesso e ricostruito i fatti. Dopo aver temporeggiato una mezz’ora fingendosi cliente, quando la 62enne ha reagito al suo tentativo di sottrarre alcuni monili, l’ha colpita alla testa con un portagioie per poi accanirsi contro di lei a calci e pugni fino a ucciderla. Un passato come ausiliario dei carabinieri, l’arrestato avrebbe detto di non conoscere la sua vittima e di aver scelto quel negozio a caso.
Dichiarazioni al vaglio degli investigatori alla ricerca di ulteriori riscontri anche se contro il 32enne vi sarebbe l’inconfutabile prova delle impronte digitali lasciate ovunque nel negozio. Da vagliare anche la posizione della compagna. Intanto si apprende che il titolare della catena di Compro oro che ha messo a disposizione la taglia da 50mila euro sarebbe intenzionato a mantenere la promessa.
