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Milano
"Turandot" alla Scala come vetrina dei diritti dei lavoratori per convincere Cgil

La "prima" della Scala con la "Turandot" come vetrina per far conoscere e ricordare al mondo il significato della festa del Primo maggio: potrebbe alla fine essere questo il terreno su cui trovare la mediazione per l'evento del prossimo Primo maggio, lo spettacolo inaugurale di Expo minacciato dal rifiuto dei lavoratori Cgil a prestare servizio in tale giorno. Lo riporta il Corriere della Sera, evidenziando come non si sappia ancora quanti lavoratori abbiano comunque dato la loro disponibilità a lavorare, per un compenso superiore anche del 140%. Il braccio di ferro sarebbe soprattutto con gli operai del palcoscenico.

E a favore di una soluzione di compromesso per consentire l'esecuzione dello spettacolo si schiera anche lo stesso segretario generale di Slc Cgil Milano Paolo Puglisi: "Sarebbe un grave errore non consentire l'apertura del sipario il primo maggio. E' un danno per i lavoratori del mondo della cultura. Data l'eccezionalita' dell'evento, abbiamo invitato tutti i lavoratori della Scala a lavorare, a partire dai nostri delegati e iscritti".


L'appello di Puglisi e' solo l'ultima della serie. Si era espressa anche Susanna Camusso in questa direzione. Ma rischia di non avere piu' effetto, in quanto i lavoratori del Piermarini dovevano decidere entro il 31 gennaio se lavorare per la Turandot. La loro adesione, o meno, e' stata gia' comunicata al teatro, che adesso sta valutando in base ai numeri, cosa fare, se si riescono a formare le squadre di tecnici per portare in scena l'opera.

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