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Scontri a Milano, il Garante della Privacy blocca le immagini dell’undicenne coinvolto nelle violenze

Provvedimento urgente nei confronti di due emittenti televisive e quattro testate online che hanno diffuso immagini e informazioni personali del bambino

Scontri a Milano, il Garante della Privacy blocca le immagini dell’undicenne coinvolto nelle violenze

Il Garante per la protezione dei dati personali interviene sul caso dell’undicenne coinvolto negli scontri che hanno sconvolto Milano durante le manifestazioni del 17 e 18 ottobre. L’Autorità ha disposto, con un provvedimento d’urgenza del presidente, la limitazione provvisoria della diffusione delle immagini e dei dati personali del bambino, intervenendo nei confronti di due emittenti televisive e quattro testate giornalistiche online. Al centro del provvedimento, la pubblicazione di contenuti che hanno reso il minore riconoscibile, non soltanto attraverso le immagini, ma anche mediante la diffusione di dettagli sulla sua vita privata.

Scontri a Milano, il Garante: “La diffusione dei dati può avere gravi ripercussioni sul minore”

Secondo quanto comunicato dall’Autorità, i servizi televisivi e gli articoli pubblicati online hanno riportato, a vario titolo, l’età del bambino, il quartiere di provenienza, la scuola frequentata e altre informazioni personali. Elementi che, considerati nel loro insieme, possono consentire di risalire all’identità del minore, esponendolo a possibili conseguenze sul piano personale e sociale. “I servizi televisivi e gli articoli online hanno diffuso, a vario titolo, le immagini, l’età, il quartiere, la scuola frequentata e altri dettagli personali”, sottolinea il Garante, precisando che queste informazioni rendono il bambino identificabile, “con possibili gravi ripercussioni sul suo sviluppo”.

“La tutela dei minori prevale sul diritto di cronaca”

Il provvedimento richiama un principio fondamentale nella trattazione giornalistica di vicende che coinvolgono minorenni: la tutela della loro identità deve essere garantita indipendentemente dal ruolo avuto nei fatti raccontati. “Il diritto del minore alla riservatezza prevale sempre sul diritto di cronaca, qualunque sia il ruolo del minore nei fatti narrati”, ribadisce il Garante. L’interesse pubblico a raccontare gli episodi di violenza avvenuti a Milano, osserva l’Autorità, può essere soddisfatto senza rendere riconoscibili i bambini coinvolti. I destinatari del provvedimento dovranno comunicare entro tre giorni le misure adottate per conformarsi alle disposizioni ricevute.

L’intervento, inoltre, non riguarda soltanto le sei testate direttamente interessate: il Garante ha avvertito chiunque che l’ulteriore diffusione degli stessi contenuti potrebbe costituire una violazione della normativa sulla privacy. L’Autorità si riserva infine ulteriori valutazioni all’esito dell’istruttoria. Il provvedimento segna così un intervento significativo nella gestione mediatica degli scontri milanesi, ribadendo la necessità di conciliare il diritto dei cittadini a essere informati con la protezione dei minori coinvolti nelle vicende di cronaca.

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