Sei minorenni coinvolti nelle indagini sugli scontri e le devastazioni del 17 e 18 ottobre a Milano tornano in libertà, mentre un settimo ragazzo lascia il carcere per essere trasferito in una comunità. È quanto emerge dalle decisioni sulle richieste di Riesame relative agli arresti effettuati dopo le due giornate di violenze nel capoluogo lombardo. A comunicare i provvedimenti è stata Paola Ortolan, presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha illustrato nel dettaglio le decisioni adottate nei confronti dei giovani indagati.
Scontri a Milano, revocate le misure cautelari per sei ragazzi
Per tre minorenni è stata revocata la misura della permanenza in casa, essendo state ritenute non più attuali le esigenze cautelari. Per altri tre è stato disposto il venir meno del collocamento in comunità. Un settimo ragazzo, invece, potrà lasciare il carcere e proseguire il percorso in una struttura comunitaria. Un ulteriore provvedimento riguarda un giovane già scarcerato dal gip dopo che era stato accertato un errore nella sua identificazione come responsabile. In questo caso, l’ordinanza cautelare è stata annullata ed è stata disposta la trasmissione degli atti alla Corte di Cassazione, alla luce dell’impugnazione anche della convalida dell’arresto. Le decisioni si inseriscono nel quadro degli sviluppi giudiziari successivi ai disordini che, nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, hanno provocato danneggiamenti, saccheggi e scontri con le forze dell’ordine in diverse zone del centro di Milano.
Il presidente del Tribunale Roia: “Ai giovani va data una risposta di giustizia, non punitiva”
Sul tema della risposta giudiziaria alla violenza giovanile è intervenuto anche Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, che proprio agli episodi del 17 e 18 ottobre ha fatto riferimento durante un incontro dedicato alla giustizia riparativa. “È molto importante dare ai giovani una risposta di giustizia in un momento in cui si parla solo di risposte punitive e di inasprimenti delle pene senza capire le ragioni” che si trovano dietro determinati comportamenti violenti, ha affermato Roia. Le parole del magistrato sono arrivate durante l’incontro Giustizia, riparazione e percorsi di autonomia, ospitato nell’aula magna del Palazzo di Giustizia milanese e concluso con la consegna del Premio Fondazione Asilo Mariuccia 2026 all’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia.
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