È tornato libero il 24enne arrestato durante gli scontri del 17 ottobre a Milano, accusato di resistenza aggravata nei confronti delle forze dell’ordine. Il gip Fabrizio Filice ha revocato gli arresti domiciliari dopo che nuovi accertamenti investigativi hanno ridimensionato il quadro accusatorio. Secondo il giudice, esiste infatti “più che un ragionevole dubbio” sul fatto che il giovane abbia effettivamente aggredito gli agenti, come inizialmente contestato. Il provvedimento è arrivato su richiesta della stessa Procura di Milano, alla luce degli approfondimenti disposti dalla pm Giovanna Cavalleri.
Scontri a Milano, i dubbi del gip sull’aggressione agli agenti
Il 24enne era stato arrestato il 17 ottobre, durante le violenze che avevano interessato il centro di Milano. Dopo quasi tre giorni trascorsi in carcere, il 20 ottobre era stato posto agli arresti domiciliari in seguito all’udienza di convalida e all’interrogatorio. Una misura cautelare rimasta in vigore per circa due settimane, fino alla decisione del giudice che ne ha disposto la revoca. Nelle quattro pagine dell’ordinanza, il gip Fabrizio Filice ricostruisce gli elementi che hanno portato a rivedere una contestazione inizialmente ritenuta solida. Il giovane, assistito dall’avvocato Guido Guella, aveva sempre negato di aver aggredito o colpito gli agenti.
Proprio alla luce della sua versione, la pm Giovanna Cavalleri ha disposto ulteriori approfondimenti. Nella nuova informativa, gli stessi operatori di polizia hanno precisato di non essere “obiettivamente in grado di attribuire” al 24enne “con certezza le lesioni procurate” a un altro agente.
Il tentativo di difendere un minorenne durante gli arresti
Al centro della vicenda c’è un episodio avvenuto durante il fermo di un minorenne. Il 24enne si sarebbe avvicinato mentre gli agenti stavano bloccando il ragazzo, intervenendo verbalmente in sua difesa. “Lasciatelo stare, è un ragazzino, non ha fatto nulla”, avrebbe detto il giovane. In quel momento erano presenti anche altri manifestanti, alcuni dei quali avevano ingaggiato una colluttazione con le forze dell’ordine. Il 24enne sarebbe stato quindi immobilizzato dagli agenti e, nel tentativo di divincolarsi, li avrebbe fatti cadere a terra.
Una dinamica che, secondo il gip, deve essere distinta da un’aggressione volontaria. Il comportamento contestato al giovane è infatti “condotta molto diversa dall’avere volontariamente ingaggiato una colluttazione” e dall’aver provocato lesioni agli operatori.
La Procura chiede la revoca dei domiciliari: il giovane torna libero
Gli ulteriori accertamenti hanno dunque modificato la valutazione degli indizi raccolti nei confronti del 24enne. Per il giudice non ci sono elementi sufficienti per sostenere che il giovane, pur avendo assistito all’arresto del minore insieme ad altri manifestanti, abbia effettivamente compiuto atti di aggressione o tenuto condotte lesive nei confronti degli agenti. Il “quadro indiziario”, scrive Filice, non è pertanto “più sufficiente per mantenere la misura cautelare”.
Una conclusione condivisa dalla Procura, che ha chiesto la revoca dei domiciliari. Il giovane è così tornato in libertà nel pomeriggio di lunedì 2 novembre, dopo aver trascorso poco meno di tre giorni in carcere e quasi due settimane agli arresti domiciliari.
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