di Fabio Massa
A Palazzo Marino la tensione sale. Vertiginosamente. A preoccupare il sindaco Giuliano Pisapia e la sua maggioranza c’è una vicenda in particolare: quella della Sea. Certo, ci sono le “spine” di un’amministrazione che anche nell’ordinario è… straordinaria. Del resto, governare una città che si prepara all’Expo tra mille difficoltà è cosa complicata. C’è il taglio al contratto di servizio di Atm, ci sono le strade da riparare, c’è la Tasi da imporre (anzi, capire come imporre). Poi ci sono i piccoli grandi scontri di un Comune comunque magmatico, enorme. Ma in testa a tutto questo, c’è la vicenda Sea. Perché – stando a rumors di Affaritaliani.it – è politicamente molto vicino al letale, per una maggioranza che ha sempre fatto della superiorità morale del sindaco e della giunta un punto di vanto.
Anche se alcuni insistono nel preconizzare un avviso di garanzia per i vertici del Palazzo, questa parrebbe un’informazione decisamente fuorviante. Il pm Robledo non ha impostato la sua linea d’attacco in maniera tale da mettere sulla graticola né Bruno Tabacci, ex assessore al Bilancio, né il sindaco Pisapia. E quindi? Quindi il problema starebbe tutto nel “racconto” della fase che portò alla vendita di una quota della società aeroportuale al fondo infrastrutturale partecipato da Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall’amministratore delegato Vito Gamberale. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it quello che Pisapia può temere è proprio quel racconto. Il resoconto degli incontri che sono avvenuti con F2i prima della manifestazione d’interesse. “Non è un girato neppure un caffè”, disse ai tempi Bruno Tabacci. E di questo paiono essere convinti anche gli inquirenti. Ma per scalfire un’immagine pubblica non esiste solo il reato di corruzione. E questo Pisapia lo sa bene. Anche perché a breve ci sarà la decisione sul rinvio a giudizio degli indagati. Si potrebbe dare il via alla fase processuale vera e propria. Quella che Palazzo Marino teme.
@FabioAMassa

