La sede del settimanale Tempi è stata attaccata da vandali che nottetempo hanno ricoperto di scritte ingiuriose l’ingresso: “Tempi, merde omofobe e sessiste”, si legge. Il riferimento è al convegno sulla famiglia tradizionale di sabato 17 gennaio che vede il giornale diretto da Luigi Amicone tra i promotori assieme alla Regione Lombardia. Un incontrogià al centro delle polemiche per la presenza del logo Expo tra i patrocinatori dell’evento.
“Piena solidarietà ai giornalisti del settimanale Tempi vittime di un attacco vandalico violento e vergognoso. Un vero e proprio attacco alla libertà di stampa e di pensiero che non può e non deve passare inosservato”. Questo il commento del capogruppo del Nuovo Centrodestra in Regione Lombardia, Luca Del Gobbo, e del consigliere regionale, Stefano Carugo, di fronte alla scritta ingiuriose e allo sterco gettato nella notte di fronte alla sede milanese della redazione del settimanale Tempi. “Alla vigilia del convegno di domani sulla famiglia e dopo una sola settimana dai tragici eventi di Parigi – commentano i due esponenti lombardi del Nuovo Centrodestra – il settimanale Tempi è stato vittima di un attacco vandalico inaccettabile per la posizione che ha assunto in queste ultime settimane sul tema della famiglia. Un vero e proprio attacco alla libertà di stampa e di parola che evidenzia il clima pesante che si vive in questi giorni a Milano e l’incapacità di alcune frange estremiste di affrontare un confronto serio e costruttivo”. “Come Nuovo Centrodestra – concludono – abbiamo espresso la più sentita solidarietà a tutti i giornalisti della redazione e ci auguriamo che al più presto vengano individuati i responsabili di questo atto vile e inaccettabile”.
“Esprimo la massima solidarietà ai giornalisti e a tutta la redazione di Tempi per il vergognoso attacco vandalico che hanno subito nella notte – è invece il commento del coordinatore cittadino di Forza Italia Giulio Gallera -. Un attacco vergognoso e vile soprattutto a pochi giorni dalle grandi mobilitazioni per rivendicare la libertà di opinione dopo la strage di Parigi. La possibilità di esprimere apertamente le propria opinione è un diritto da salvaguardare non solo superficialmente per fatti che accadono lontani da noi, ma va difesa quotidianamente perché è alla base del vivere civile e della democrazia”.
