“Lasciate in pace Lollo“. È l’appello che Alessandra Benin, madre del diciassettenne Lorenzo, affida a Facebook dopo avere letto gli attacchi e i commenti comparsi sui social in seguito all’incidente di Senago. Il figlio ha perso la vita insieme a Camilla Copparoni e Riccardo Provasi dopo che l’auto sulla quale viaggiavano con altri sei ragazzi è uscita di strada ed è finita nel canale Villoresi all’alba di domenica. Di fronte alle accuse rivolte alle vittime, agli amici e alle loro famiglie, la donna ha deciso di intervenire in prima persona. “Sono Alessandra, la mamma di Lorenzo, per tutti Lollo, e ne sono fiera. Diciassette anni di gioia, quasi diciotto. In questo momento sono scesa al vostro livello e mi spiace veramente perché non è da me. Mi scuso“, ha scritto.
“Sono stanca di tutte queste cattiverie gratuite”
Nel messaggio, riportato da Repubblica, Alessandra racconta la rabbia e lo sconforto provocati dalle parole lette in rete nelle ore successive alla tragedia. “Sono veramente stanca di leggere tutte queste cattiverie gratuite. Sono stanca di tutti questi leoni da tastiera che si permettono di scrivere senza conoscere i genitori e i ragazzi. Che si permettono di scrivere che ci sta bene tutto quello che è successo. Che stavamo dormendo tranquillamente. Che ragazzi di 17 anni erano in giro alle 5 del mattino”. La madre di Lorenzo si rivolge direttamente a chi ha giudicato i comportamenti dei giovani e delle loro famiglie senza conoscerli: “Dopo che avete scritto tutte quelle parole vi sentite realizzati? Avete una vita sociale? Siete stati adolescenti? O vi hanno segregati da qualche parte e per questo motivo adesso siete molto frustrati?“.
L’appello: “Abbiate un minimo di rispetto”
Al dolore per la perdita del figlio si aggiunge così la necessità di difenderne la memoria dagli attacchi comparsi sui social. Alessandra invita gli autori dei commenti a confrontarsi direttamente con lei e chiede che le offese cessino. “Se volete e ne avete il coraggio, venite pure a dirmi in faccia quello che scrivete. Vi posso assicurare che io personalmente non auguro neanche al mio peggior nemico quello che è successo. Vi chiedo cortesemente di finirla qui. Abbiate la compiacenza di avere un minimo di rispetto per tutto quello che è successo, che fino ad ora non avete avuto”.
L’interrogatorio del ragazzo alla guida
Intanto prosegue l’inchiesta sull’incidente. Questa mattina la giudice Maria Beatrice Parati interroga nel carcere di San Vittore Gabriele Popovici, il diciottenne che si trovava alla guida dell’Audi A2. Il giovane, difeso dall’avvocata Martina Isella, è accusato di omicidio stradale e lesioni personali. Secondo quanto riferito dai sopravvissuti, durante il ritorno a casa gli amici gli avrebbero chiesto di rallentare. L’auto è poi uscita di strada all’altezza dell’ultima curva ed è precipitata nel canale. Quattro ragazzi sono stati dimessi dall’ospedale con prognosi comprese tra due e sette giorni, mentre una giovane ha riportato la frattura di una vertebra, con il rischio di danni permanenti provocati dalla compressione del midollo spinale. Gli accertamenti hanno rilevato un tasso alcolemico superiore di oltre tre volte al limite consentito. Per il diciottenne, che per legge non avrebbe potuto assumere alcol prima di mettersi alla guida, il pm Rosario Ferracane ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere.
Secondo il magistrato, l’indagato avrebbe mostrato una “totale incapacità di autocontrollo” e non potrebbe escludersi il rischio che torni a guidare, anche senza patente. La misura cautelare viene richiesta anche per il pericolo di inquinamento probatorio, poiché dalla propria abitazione il giovane potrebbe contattare gli amici presenti quella notte e tentare di concordare versioni favorevoli alla propria posizione processuale.

