“Partendo dalla nomina di Massimo Sarmi, un uomo dal profilo molto alto, ad amministratore delegato della società Serravalle, vogliamo definire un piano industriale per la mobilità e le infrastrutture in Lombardia, un piano che porti efficienza, che porti miglioramenti nei servizi e che porti innovazione”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa tenutasi dopo la seduta della Giunta regionale di questa mattina. “Come sapete – ha sottolineato lo stesso presidente Maroni presentando Massimo Sarmi alla stampa – abbiamo ricevuto in eredità, per legge, dalla Province di Milano e di Monza e Brianza, le partecipazioni in un gruppo di società, la holding è l’Asam e la società più importante tra queste è la Serravalle. La legge dice che abbiamo il compito di gestire queste società e restituire nel 2016 alla Città metropoli tana il valore di queste società e questo valore dovrà essere definito da un gruppo di esperti nominati dal presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, che incontreremo già questa mattina proprio per definire i criteri di valutazione di queste società”. “Noi abbiamo il compito non solo di gestire queste società, che devono realizzare le infrastrutture e la più importante tra di esse è la Pedemontana – ha ribadito Maroni -, ma anche di valorizzarle, per questo ho chiesto a Massimo Sarmi di essere parte di questo progetto, e lo ringrazio davvero di aver accettato questa sfida importante, perchè valorizzare queste società significa inventare qualcosa di nuovo e di innovativo nella gestione del sistema infrastrutturale lombardo, che vede una carenza di infrastrutture e una complessità, una frammentazione, nella gestione del sistema che comporta conflitti e diseconomie che vogliamo superare”. “Vogliam o che la Lombardia realizzi un sistema innovativo – ha continuato Maroni – sul principio della partnership tra privato e pubblico, che non deve essere conflittuale, perchè ognuno deve svolgere il suo ruolo e fare il suo mestiere, con il privato che deve realizzare le infrastrutture e trarne un profitto e il pubblico che deve fare regia, senza mettersi in competizione con il privato, individuando le necessità, stabilendo i programmi, decidendo quali infrastrutture servono, recuperando risorse, pubbliche o private, e creando un sistema di efficienza nella mobilità della Lombardia. E’ quello che ci accingiamo a fare con l’avvento di Sarmi e di un gruppo di persone che lavorerà con lui: gli ho chiesto di essere il regista di un gruppo di lavoro che abbia come obiettivo quello di definire un piano strategico per la mobilità e le infrastrutture della Regione Lombardia”.
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