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Milano

Ottanta voti favorevoli e cinque astensioni: è stata approvata dalla stragrande maggioranza dei sindaci presenti all'assemblea dei soci di CAP Holding, ieri sera, la fusione fra le aziende idriche del Milanese, che prevede l'incorporazione delle tre aziende idriche IANOMI, TAM e TASM nella stessa CAP, per dare vita al gestore unico integrato della provincia di Milano, che avrà l'azienda di erogazione Amiacque come braccio operativo. Un nuovo soggetto industriale interamente pubblico, che sarà il primo in Italia per capitalizzazione (567 milioni di euro) e il sesto per fatturato (valore stimato 2012: 232 milioni) tra le monoutility dell'acqua, con 800 dipendenti. "Un gioiellino - come l'ha definito il sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, il primo a intervenire durante l'assemblea per portare il parere dei Comuni - che nasce da un percorso unico nel panorama italiano: un esempio di buona politica che permetterà ai nostri territori di beneficiare degli investimenti necessari al servizio idrico e di una tariffa che resterà bassa".

All'assemblea, che si è svolta ieri dalle 17, ha partecipato anche il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, ricordando "l'unità d'intenti dimostrata a livello territoriale, che ha permesso di riorganizzare il servizio idrico con un percorso che punta a un incremento dell'efficienza". Concorde Mario Soldano, sindaco di Cologno Monzese e presidente dell'assemblea dei sindaci dell'ATO: "Si è giunti a questo esito grazie al lavoro dei Comuni e degli Enti Locali del territorio, che hanno fortemente voluto questa aggregazione". Qualche perplessità dai sindaci brianzoli (in cinque si sono astenuti dal voto) che auspicano che la fusione milanese sia in sintonia con il percorso che si sta sviluppando in provincia di Monza: "Le sinergie tra le aziende idriche milanesi e monzesi sono sempre state a trecentosessanta gradi - ha detto Antonio Colombo, sindaco di Mezzago -: invito le due autorità d'ambito a definire nel più breve tempo possibile i rapporti tra le due realtà".

I dettagli della fusione sono stati illustrati dal direttore generale di CAP Holding Michele Falcone, che ha riassunto anche le modifiche allo statuto, pensato per garantire un sempre maggiore controllo da parte dei sindaci, anche grazie al ruolo del nuovo Comitato di indirizzo strategico. Ora restano da espletare le questioni formali, a partire dall'atto di fusione, che verrà sottoscritto entro 60 giorni. La palla passa all'autorità provinciale, che dovrà approvare il Piano d'ambito, dando così il via libera agli investimenti sul territorio, e formalizzare l'affidamento del servizio idrico al Gruppo CAP secondo il modello in house.

"La nascita del gestore unico ci permette di attuare economie di scala e di crescere per migliorare la nostra capacità di realizzare investimenti, in particolar modo per rispondere alla procedura di infrazione comunitaria che riguarda le reti fognarie e gli impianti di depurazione inadeguati, una vera emergenza che andremo a risolvere entro il 2015, e che richiede 125 milioni di euro in investimenti nella sola provincia di Milano". Il presidente Ramazzotti ha concluso ringraziando l'ex assessore provinciale al Servizio Idrico Integrato Fabio Altitonante (neo-eletto consigliere regionale) e più in generale gli Enti Locali milanesi, che un anno fa hanno impresso una decisa accelerazione al processo di fusione.

Il via libera definitivo al Gestore Unico arriva a tre giorni dal 22 Marzo, la data individuata dall'Onu come Giornata Mondiale dell'Acqua. Una giornata dal forte valore simbolico che il Gruppo CAP ha scelto di celebrare con l'iniziativa "Diamo un calcio allo spreco!", che venerdì mattina alle 11 presso Villa Necchi Campiglio (via Mozart 14, Milano) vedrà la premiazione dei 53 Comuni che si stanno impegnando nella realizzazione di pozzi di prima falda, per l'irrigazione di aree verdi e campi sportivi.

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