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Sesto San Giovanni, nuove nomine alla Pelucca. Il Pd attacca il sindaco: “Cambiano gli enti, ritornano sempre gli stessi nomi”

Di Stefano designa quattro componenti del Cda della Fondazione. I democratici contestano i criteri di selezione. Sullo sfondo le polemiche per i casi di scabbia nella Rsa e l’uscita del presidente e del direttore generale

Sesto San Giovanni, nuove nomine alla Pelucca. Il Pd attacca il sindaco: “Cambiano gli enti, ritornano sempre gli stessi nomi”

Nuove nomine e nuove polemiche a Sesto San Giovanni. Questa volta al centro dello scontro politico c’è la Fondazione La Pelucca, storica realtà cittadina nell’assistenza agli anziani, per la quale il sindaco Roberto Di Stefano ha designato quattro componenti del consiglio di amministrazione. Una scelta che il Partito Democratico contesta apertamente, denunciando il ripetersi degli stessi nomi negli organismi delle fondazioni e delle società pubbliche e chiedendo al primo cittadino di chiarire i criteri adottati.

Con un decreto del 7 ottobre, Di Stefano ha nominato Luca Baccaro, Barbara Mancari, Vincenzo Mastrandrea e Martina Salasso. Il gruppo consiliare del Pd aveva avanzato due candidature alternative, entrambe non accolte: un’infermiera con una lunga esperienza nell’assistenza sanitaria e una figura professionale esperta nella gestione dei bilanci aziendali. Due profili che, secondo i democratici, avrebbero potuto offrire competenze particolarmente utili a una fondazione chiamata a coniugare qualità delle cure e sostenibilità economica.

Il Pd: “Sempre gli stessi nomi, una selezione troppo chiusa”

“Cambiano gli enti, ritornano gli stessi nomi. Di Stefano spieghi le sue scelte”. È questo il messaggio al centro della nota diffusa dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Sesto San Giovanni, che esprime un giudizio politico negativo sulle nuove designazioni.

I democratici ricordano di aver proposto due candidature con esperienze complementari nel campo sanitario e in quello amministrativo, sottolineando che lo stesso avviso pubblico richiedeva competenze tecniche o gestionali pertinenti all’attività della Fondazione, maturate anche attraverso esperienze nel volontariato e nel settore non profit.

Ma è soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione a finire sotto accusa. Il Pd contesta la presenza ricorrente di alcune persone in organismi diversi, evidenziando i legami professionali e istituzionali di alcuni dei nuovi componenti del Cda con il Comune e con il centrodestra.

Nella nota vengono richiamati, in particolare, gli incarichi già ricoperti da Martina Salasso, componente dell’ufficio stampa comunale e del consiglio di amministrazione della Fondazione Generiamo, e da Vincenzo Mastrandrea, già nominato nel Cda della Fondazione ISEC nel 2025. I democratici citano inoltre Barbara Mancari, assistente parlamentare dell’eurodeputata leghista Silvia Sardone e titolare di altri incarichi in società pubbliche. “Enti differenti, responsabilità differenti, nomi che ricorrono”, osserva il Pd, secondo cui la concentrazione degli incarichi e la presenza di figure dell’ufficio stampa comunale restituiscono l’immagine di una selezione poco aperta.

“La Pelucca è un patrimonio della città, non della maggioranza”

Il Partito Democratico chiede quindi al sindaco di rendere pubbliche le motivazioni delle proprie scelte, chiarendo quali competenze siano state considerate determinanti e per quali ragioni siano state escluse le candidature proposte dall’opposizione. “Chiediamo quindi a Di Stefano di spiegare nel merito quali competenze abbia ritenuto decisive e per quali ragioni non abbia accolto le proposte che abbiamo presentato. È una richiesta di responsabilità politica verso la città”, si legge nella nota. I democratici insistono soprattutto sulla necessità di sottrarre la gestione della Fondazione alle contrapposizioni politiche, privilegiando le esigenze degli anziani ospiti e delle loro famiglie.

“La Pelucca è un patrimonio sociale della città, non della maggioranza che governa il Comune. Al centro devono esserci gli ospiti, le famiglie, i lavoratori e la qualità dell’assistenza. Per noi, il criterio deve essere il contributo che ciascuno può offrire alla Fondazione, non la vicinanza a chi nomina. Su questo Di Stefano deve una risposta ai cittadini”, conclude il gruppo consiliare.

La Pelucca, dalle polemiche sulla scabbia al cambio dei vertici

Le contestazioni sulle nomine arrivano in una fase particolarmente delicata per la Fondazione, reduce dalle polemiche per i casi di scabbia che hanno coinvolto diversi ospiti della Rsa di via Boccaccio. Nelle scorse settimane alcuni familiari avevano denunciato ritardi nella gestione dei contagi, carenze nella comunicazione e misure di prevenzione ritenute insufficienti. Critiche alle quali la direzione della struttura aveva replicato assicurando di aver seguito i protocolli sanitari e informato Ats.

Proprio nel pieno delle polemiche si è consumato anche un doppio cambio ai vertici della Fondazione. Il presidente Giuseppe Nicosia, in carica da sette anni, non è stato riconfermato in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione, mentre il direttore generale e sanitario Giuseppe Minutolo ha presentato le proprie dimissioni. Le due uscite hanno motivazioni formalmente differenti. Minutolo ha spiegato che la decisione di lasciare l’incarico era stata programmata prima dell’estate, per ragioni professionali e nuovi impegni politici, e di averla rinviata proprio per affrontare l’emergenza sanitaria. “Non sono mai stato abituato ad abbandonare l’equipaggio della mia nave nel momento del bisogno”, aveva dichiarato nel suo messaggio di commiato, rivendicando il lavoro svolto durante il mandato.

Sul rinnovo del Cda sono arrivate critiche anche da Alleanza Verdi Sinistra, che ha sollevato interrogativi sui rapporti personali e politici di alcuni nominati con l’amministrazione comunale. In questo contesto, le nuove designazioni riaprono il confronto sulla governance della Fondazione. Il Pd chiede ora al sindaco Di Stefano di motivare le nomine e di chiarire come le competenze dei nuovi amministratori rispondano alle esigenze della Pelucca, in una fase nella quale la qualità dell’assistenza e il rapporto di fiducia con le famiglie restano questioni centrali.

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