«Ho pensato che sarei morta: non vedevo più niente e il sangue non mi permetteva di respirare». Sono le parole con cui una ragazza di 22 anni ha descritto agli investigatori i momenti drammatici vissuti nella stazione della metropolitana di Duomo, nel cuore di Milano.
La giovane, originaria del Marocco, è stata colpita al volto con un coltello nel pomeriggio di giovedì 9 luglio. Per l’aggressione è stato arrestato Mohamed Saidi, cittadino algerino di 27 anni, contro il quale la vittima ha presentato denuncia dopo essere stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di dieci giorni.
La giornata era iniziata senza alcun segnale di ciò che sarebbe accaduto. Circa un’ora prima dell’aggressione, la 22enne aveva incontrato casualmente una connazionale in piazza Duomo. Insieme ad altri amici, il gruppo aveva trascorso parte del pomeriggio tra i negozi del centro, prima di raggiungere la stazione della metropolitana.
Una volta scese sulla banchina, la giovane e l’amica si erano sedute su una panchina in attesa della metro direzione Comasina. È stato in quel momento che un uomo, fino ad allora sconosciuto alla ragazza, si è avvicinato rivolgendole in arabo una domanda dal tono aggressivo: le avrebbe chiesto che cosa stesse guardando. La 22enne ha provato a chiarire immediatamente l’equivoco, spiegando che la sua attenzione era rivolta all’amica seduta accanto a lei. La risposta, però, non ha placato l’uomo, che avrebbe iniziato a insultarla pesantemente.
Spaventata dal comportamento dello sconosciuto, la ragazza gli ha chiesto di lasciarla in pace. Gli ha inoltre detto che, qualora non si fosse allontanato, avrebbe contattato le forze dell’ordine.
La minaccia di chiamare la polizia, invece di interrompere lo scontro, avrebbe reso l’uomo ancora più agitato. Secondo il racconto fornito dalla vittima, il 27enne si sarebbe avvicinato improvvisamente, sputandole due volte sul viso e spingendola con forza alla spalla sinistra.
L’urto l’ha fatta arretrare. La giovane e l’amica hanno quindi tentato di respingerlo, ma l’uomo avrebbe reagito sferrando un pugno che ha raggiunto la 22enne al labbro superiore, provocandole una ferita.
La ragazza raggiunta con un fendente tra naso e occhio
A quel punto la ragazza ha estratto il cellulare con l’intenzione di chiamare il 112. L’aggressore, continuando a rivolgerle insulti, le avrebbe domandato se stesse davvero contattando la polizia. Pochi istanti dopo ha estratto un coltello e l’ha colpita con un unico fendente al volto. La lama ha raggiunto la guancia, in una zona particolarmente delicata compresa tra il naso e l’occhio. In un primo momento la giovane non si sarebbe resa conto della gravità della ferita. A farle comprendere quanto fosse accaduto sarebbero state le mani insanguinate dell’uomo. Subito dopo, l’emorragia le ha offuscato la vista e reso difficile la respirazione.
I soccorsi dei passeggeri mentre l’aggressore fuggiva
Stordita e con la sensazione di poter perdere i sensi, la 22enne si è seduta a terra. A soccorrerla sono stati numerosi passeggeri presenti sulla banchina, mentre l’aggressore approfittava della confusione per allontanarsi tra la folla. In quei minuti, con il volto coperto di sangue e la vista compromessa, la ragazza ha temuto concretamente di morire. Dopo il trasporto in ospedale e le cure ricevute, la giovane è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni. Nelle ore successive ha formalizzato la denuncia, ricostruendo davanti agli investigatori ogni passaggio dell’aggressione.

