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Vigilanza Rai, il Pd scarica la colpa sul centrodestra. Ira di Gasparri: “Fate i nomi invece di boicottare la Commissione”

Gasparri rilancia le accuse al mittente e punta il dito contro l’opposizione, che non ha presentato i nomi così come richiesto dai Presidenti delle Camere

Vigilanza Rai, il Pd scarica la colpa sul centrodestra. Ira di Gasparri: “Fate i nomi invece di boicottare la Commissione”

Vigilanza Rai, scontro Bakkali-Gasparri. Il Senatore di Forza Italia: “Siete voi che non avete fatto i nomi”

Tra i due litiganti il terzo gode, ma nella vicenda della Commissione di Vigilanza Rai a litigare sono ben più di tre, organizzati in due blocchi compatti: maggioranza da un lato e opposizione dall’altra. Tra le due sfere la comunicazione va avanti a colpi di accuse, e le due versioni raccontano una storia che si fatica a riconoscere come la stessa.

A lanciare un ultimatum, dalle file di Forza Italia, è il Senatore Maurizio Gasparri, che parlando ad Affaritaliani risponde alle accuse lanciate da Ouidad Bakkali: “È stata fatta una richiesta da parte di Camera e Senato di indicare i nomi. Noi lo abbiamo fatto, chi è che invece no?!”, si chiede Gasparri. Il riferimento è alle parole della deputata del Pd, che ha tirato un nuovo affondo alla maggioranza, accusandola di continuare a ostacolare i lavori della Commissione.

“Il blocco non lo vogliamo noi, ma la maggioranza” – le parole di Bakkali – “Non c’è nessun avanzamento, perché i punti che avevamo posto per fare in modo che la commissione potesse tornare a fare il suo lavoro, rimangono aperti”.

Per l’altro lato, invece, il cortocircuito sarebbe stato originato proprio dall’opposizione che, nonostante l’invito avanzato dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, di designare i nuovi componenti entro l’8 luglio, non ha avanzato proposte sui nomi. Com’è possibile pensare che la Vigilanza possa tornare operativa, in assenza dei nomi dei componenti? E, se l’opposizione non avanza, va da sé che la situazione è destinata a rimanere ferma.

“Non possiamo indicare noi i loro nomi – insiste Gasparri – Sul tavolo c’è la vicenda dei vertici Rai, che resta una ferita aperta per la loro faziosità sulla questione dei due terzi, che deve essere una norma di garanzia e non una mannaia. A parte questo tema, che è abbastanza noto, noi siamo pronti a discutere la proposta di adeguamento della governance Rai. La nostra posizione è chiara: andiamo avanti. Facciano ciò che serve alla commissione per operare”, ribadisce il senatore.

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Sullo sfondo resta l’ipotesi di uno scacco matto della maggioranza, che dispone già di 25 voti in commissione. Ne basterebbero solo altri due per raggiungere i due terzi richiesti dalla legge sulla governance Rai. Il centrodestra potrebbe provare a far ripartire la commissione da sola, conquistando due commissari e procedendo anche alla nomina dei vertici Rai in vista delle elezioni. Una nomina d’ufficio, quindi, come già avvenuto in passato per la commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Ma, per ora, tutto è fermo. Tranne, chiaramente, le accuse reciproche.

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