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“She got game”: la rivincita del basket femminile

“She got game”: la rivincita del basket femminile
Dopo anni in cui sono state trattate da “figlie di un Dio minore”, le cestiste rialzano la testa grazie al successo di “She got game”, il documentario realizzato da Silvia Gottardi. CHAMPIONS CITY, LO SPORT A MILANO
“She got game”: la rivincita del basket femminile
“She got game”: la rivincita del basket femminile
“She got game”: la rivincita del basket femminile

di Lorenzo Zacchetti

Uno dei campi nella vita sociale in cui è più difficile arrivare ad un’effettiva parità di genere è lo sport. Ciò contrasta in maniera stridente con il concetto di pari opportunità, che almeno sulla carta caratterizza qualunque tipo di disciplina sportiva, ma è una triste verità. Le ragioni di questo paradosso sono molte, a partire dalle evidenti carenze di cultura sportiva del nostro Paese, fino alle determinanti ragioni economiche, che separano in maniera netta lo scenario maschile da quello femminile. Per una donna, anche se molto brava, il professionismo è quasi sempre un miraggio.

Per fortuna, qualcosa si sta muovendo.

abitinoSilvia GottardiGuarda la gallery

A livello macro, bisogna per forza guardare alla crescente diffusione del “soccer” in America: se lo sport più importante del mondo conquista sempre più ragazze nella nazione più potente del mondo, è prevedibile che possa innescarsi un processo virtuoso. A Milano, visto che abbiamo scelto di occuparci dello sport locale, segnaliamo con grande piacere il successo di “She got game”, il documentario che Silvia Gottardi ha dedicato al basket ed in generale allo sport femminile (QUI il trailer). Silvia, classe ’78, adesso gioca in Serie B con il Basket Femminile Milano, ma in passato ha vestito la maglia della nazionale ed ha vinto scudetti e coppe sia in Italia che in Inghilterra. La scelta di scendere in cadetteria è stata dovuta ad una serie di infortuni che negli ultimi tempi hanno condizionato la sua carriera, ma anche al desiderio di avere più tempo da dedicare alle sue altre occupazioni nel settore comunicazione ed eventi: lavora nell’ufficio stampa della Lega Basket femminile e ogni martedì scrive su “La Gazzetta dello Sport”, oltre a progettare documentari legati ai suoi numerosi viaggi.

“She got game” è il nome del suo blog, il cui successo non solo ha fatto nascere l’idea del film, ma anche a finanziarlo almeno in parte, attraverso un’iniziativa di crowdfunding che, onestamente, sarebbe anche potuta andare meglio: “In Italia queste cose funzionano ancora poco, c’è troppa diffidenza”, spiega Silvia.

Che ci potesse essere uno sbocco cinematografico del progetto era d’altronde prevedibile, visto il nome scelto per ammiccare al celebre “He got game” di Spike Lee, pellicola iconica della cultura black americana, nella quale il basket e l’hip-hop sono elementi centrali. E se Spike Lee ha potuto contare sulla famosa colonna sonora dei Public Enemy, leggende del rap statunitense, nel film di Silvia c’è una rapper sui generis come Giorgia Sottana, stella della Pallacanestro Schio e della nazionale azzurra!

“She got game” ha fatto il suo debutto nei cinema la scorsa settimana, dopo aver vinto, un po’ a sorpresa, il premio della FICTS (Federation Internationale Cinema Television Sportifs), che sotto la sapiente guida di Franco Ascani ogni anno organizza il festival mondiale “Sport Movies & TV”. Oltre a Giorgia Sottana, diverse protagoniste del basket femminile compaiono nel documentario, diretto dalla stessa Gottardi: da Mabel Bocchi a Raffaella Masciadri, da Catarina Pollini a Nidia Pausich.

Ci sono anche stelle di altri sport, come Sara Errani e Martina Rosucci, ed anche uomini come Antonio Cabrini, nella sua veste di c.t. della nazionale femminile di calcio. Attraverso diversi punti di vista, si compone un quadro decisamente eterogeneo non solo dello sport, ma dell’universo femminile nel suo complesso, toccando temi delicati come le pari opportunità, la crisi economica delle società sportive ed anche l’omosessualità, stereotipo che spesso inquina le discussioni sul tema.

Non a caso, il blog di Silvia ospita un link alla versione integrale de “Il corpo delle donne”, un documentario che di sportivo non ha proprio nulla, ma che dalla sua uscita nel 2009 ci ha obbligato a riflettere approfonditamente sul nostro rapporto col femminile in ogni ambito. Da oggi, con sempre maggiore intensità, dobbiamo farlo anche nello sport.