Una dottoressa, medico di base a Paullo, nel Milanese, è stata aggredita all’interno del proprio ambulatorio da un giovane paziente. Secondo quanto riferito dalla Libera Associazione Medicina Generale, l’uomo avrebbe preteso il rilascio di un certificato di malattia per motivi definiti futili. La situazione sarebbe poi degenerata fino all’aggressione. La professionista è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Melegnano. La Lamg ha definito l’episodio “gravissimo” e ha annunciato l’intenzione di sostenere ogni eventuale iniziativa legale a tutela della collega e, più in generale, della categoria dei medici di medicina generale.
Per l’associazione, quanto accaduto a Paullo non può essere letto come un episodio isolato. La Lamg collega l’aggressione al clima di crescente tensione nei confronti dei medici di base, spesso esposti a pressioni, pretese improprie e comportamenti aggressivi da parte degli utenti. L’episodio, sottolinea l’associazione, è “ancora più grave perché nei confronti di una giovane donna” e “rende evidente quanto la campagna denigratoria nei confronti della Medicina Generale porti anche ad episodi come questo”. La Lamg aggiunge: “Non vorremmo piangere l’ennesima vittima di questo lavoro che, anche per questi motivi, non rappresenta più una opzione per i giovani, soprattutto donne”.
Lucente: “Serve più sicurezza nei luoghi sanitari”
Sulla vicenda è intervenuto anche Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile ed esponente di Fratelli d’Italia. “Esprimo la mia più totale solidarietà alla dottoressa di Paullo aggredita nel suo ambulatorio“, ha dichiarato. “Una vicenda incresciosa e inqualificabile che dimostra ancora una volta la necessità di maggior sicurezza sui luoghi di lavoro e in ambienti particolarmente sensibili, come ospedali e presidi sanitari”. Lucente ha parlato di una condanna “ferma, senza se e senza ma” della violenza e ha richiamato le iniziative avviate da Regione Lombardia sul fronte della sicurezza del personale sanitario. In particolare, l’assessore ha ricordato la recente delibera, proposta dall’assessore alla Sicurezza Romano La Russa, che stanzia 400mila euro per l’acquisto di bodycam da destinare al personale sanitario e sociosanitario dei pronto soccorso lombardi.
Secondo Lucente si tratta di “una misura importante” per garantire maggiore protezione in contesti nei quali medici, infermieri e operatori sanitari si trovano sempre più spesso a fare i conti con episodi violenti o intimidatori. L’aggressione di Paullo riporta così al centro il tema della sicurezza non solo nei pronto soccorso, ma anche negli ambulatori territoriali, dove i medici di base restano spesso soli nella gestione quotidiana del rapporto con i pazienti.

