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Milano
Solidarietà a Chiara Appendino. Ecco perché non ci sono candidati sindaci

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Premessa: io non stimo per nulla Chiara Appendino. Trovo che sia una delle espressioni peggiori della politica nuova targata Movimento 5 Stelle. Deludente. Anche perché prometteva di essere - delle due (l'altra è Virginia Raggi) - quella brava, studiosa, intelligente. Beppe Sala in un primo tempo aveva provato a ragionarci, con Chiara Appendino. Eppure. Eppure niente, perché quanto a incapacità siamo forse all'apice della pseudopolitica manettara, forcaiola, inconcludente e contro tutte le opere possibili e immaginabili. Fin qui, il giudizio politico. Ma proprio perché da queste parti c'è rispetto per l'attività amministrativa. Proprio perché da queste parti siamo garantisti. Ecco, proprio per questo non mi fa per niente sorridere (anche se il contrappasso è degno di Dante) la condanna a carico di Chiara Appendino per i fatti del 3 giugno 2017. C'è la finale di Juve-Real, e la Appendino fa proiettare la partita in piazza San Carlo. A un certo punto si scatena il panico e 3 persone rimangono uccise e 1500 ferite. Secondo il tribunale la Appendino avrebbe dovuto prevedere che sarebbe potuto succedere, ed è stata condannata a 18 mesi. Ora, dopo questa condanna, nessun sindaco in Italia dovrebbe legittimamente proiettare niente in piazza, nessuna manifestazione, nessuna processione. Perché il rischio che avvenga quanto avvenuto a Torino c'è sempre. E mentre un sindaco deve valutare i rischi oggettivi derivanti da una decisione politica, vorrei proprio capire come fa a mettersi a riparo da una situazione del genere. Forse che il sindaco deve mettersi a controllare una a una le persone che vanno in piazza, e che tutti i vigili facciano il loro lavoro, e che ci siano i cessi chimici, e che nessuno butti una bottiglia per terra? Certo, in un mondo manettaro, quella di Chiara Appendino è una condanna giusta. Ma visto che io aborrisco una roba del genere, solidarietà a Chiara Appendino. E massima solidarietà ai sindaci, pseudomartiri e mezzi santi. Non è un caso che anche a Milano una volta si prendessero a botte per fare il candidato sindaco e adesso quasi bisogna dire grazie a chi ci sta.

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