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Milano
Sorte: “In Fi è game over per furbacchioni e raccomandati”

E’ una delle nuove leve di Forza Italia. Gelminiano doc, classe 1984, è già approdato laddove altri hanno provato ad arrivare per una vita: assessore regionale. Alessandro Sorte si racconta in una intervista ad Affaritaliani.it: “Il conto alla rovescia in Fi è cominciato: game over per raccomandati e furbacchioni. L’evento Primavera? Non abbiamo rinunciato a farlo a Milano”. E poi, su Trenord: “Il nuovo contratto dovrà confermare la direzione di marcia attuale, che ci ha portato all’82 per cento di puntualità”. Infine, su Asam e Pedemontana… L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Assessore Alessandro Sorte, lei ha la delega alle Infrastrutture ed è nato nel 1984. Giovanissimo per un tema molto difficile come quello alle Infrastrutture e Mobilità. Non si sente in imbarazzo? Che cosa dice ai suoi detrattori?
“Detrattori? Non ne vedo. Forse qualche scontento, deluso dal rimpasto. In Forza Italia c’è un patrimonio di giovani amministratori pronti a scendere in campo per cambiare il Centrodestra. Il conto alla rovescia è iniziato anche in casa nostra. Solo chi dimostrerà passione politica, consenso e saprà essere innovatore, troverà spazio. “Game over” per i raccomandati e per i furbacchioni. Ma soprattutto fine del Jurassic Park  anche in Forza Italia.

Lei è stato uno degli organizzatori dell’evento Primavera a Bergamo. Si dice che abbiate rinunciato ad organizzarlo a Milano…
“Rinunciato? Non credo proprio, adesso si cambia, anche a Milano e in Lombardia. A Bergamo la settimana scorsa circa 700 persone hanno affollato l’auditorium cittadino per chiedere un forte cambiamento generazionale all’interno di Forza Italia e presto replicheremo anche a Milano. Alle ultime elezioni più della metà degli elettori sono rimasti a casa. Delusi dalla politica. Ma anche perché la proposta del Centrodestra era opaca. I nostri elettori, le famiglie, le piccole imprese rifiutano l’idea di uscire dall’euro e dall’Europa, perché una cosa è esserci con le nostre idee, altra cosa è pensare ad un’Italia autarchica e isolata. I nostri elettori chiedono riforme liberali profonde e considerano il Jobs Act un imbroglio, perché non riguarda, ad esempio, i lavoratori del pubblico impiego.

Alcuni sondaggi danno gli azzurri a Milano all’8 per cento, mentre la Lega al 24. Come uscire da questa spirale?
“Noi siamo convinti che la protesta fine a stessa alla lunga non paghi. Non vogliamo giocare a chi grida più forte, perché a furia di gridare si finisce per essere scambiati per matti.  Rispetto le persone che sono scese in piazza a Roma sabato. Salvini  fa il suo lavoro e lo fa bene.  La piazza, a dire il vero, era un po’ stonata, con le urla di casa Pound, inno di Mameli compreso e i cori dell’ex popolo padano “Secessione! Secessione!”.   Adesso però tocca a noi dare vita ad un laboratorio politico per creare un partito in grado di dare rappresentanza al ceto produttivo del Paese, partendo proprio  dalla Lombardia, in vista del voto nazionale del 2018. Forza Italia avrà un ruolo determinante in questo percorso. Una seria alternativa a Renzi passa necessariamente da noi.

Passiamo a Trenord. Dopo il caso dei macchinisti lumaca che guadagnano di più cambierete il contratto?
“In Trenord sta lavorando senza sosta il nuovo ad Cinzia Farisè. Piena fiducia nelle sue decisioni.  Regione Lombardia è al suo fianco, sarà lei a decidere la strada più utile per ottenere risultati duraturi. Ciò che mi conforta è registrare il rapporto già importante che i vertici dell’azienda hanno stabilito coi lavoratori e i loro rappresentanti.  L’azienda ha chiesto ai lavoratori un impegno straordinario sul fronte della puntualità, perché non va dimenticato che gli azionisti di riferimento di Trenord sono i pendolari.  E i risultati parziali che parlano di puntualità sopra l’82 per cento sono positivi, 10 punti in più rispetto a dicembre. Sono convinto che il nuovo contratto di lavoro dovrà confermare questa direzione di marcia. Comunque deciderà Farisè, d’intesa credo coi lavoratori”.

Chiudiamo con le Infrastrutture. Su Pedemontana e Asam, che hanno urgente bisogno di liquidità, come vi comporterete?
“Sulle infrastrutture, utili anche ad Expo, ci siamo impegnati a fondo in particolare sulla nuova Tangenziale Esterna di Milano, già in parte aperta, che sarà completata a primavera in tempo per il grande flusso di veicoli che arriveranno nel milanese per l’Esposizione universale. Per quanto riguarda Asam i nuovi vertici stanno compiendo una due diligence per completare l’analisi dell’assetto finanziario. Il futuro di Pedemontana è oggetto di un’attenta valutazione: c’è un problema di risorse che, con Cal e gli istituti di credito che hanno sostenuto l’azienda, sarà valutato attentamente”.
 

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