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Milano

"Siamo molto dispiaciuti per le gravi lesioni subite dal ragazzo, ma le cose non sono andate come e' stato ricostruito". Ad affermarlo davanti al Gip i due studenti dell'Universita' Statale di Milano, arrestati ieri con l'accusa di aver pestato a sangue un altro studente. I due hanno spiegato che i fatti non si sono svolti cosi' come illustrati nell'ordinanza d'arresto e i loro legali, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, precisano che quello che e' accaduto non ha "alcun contenuto politico". Lorenzo Kalisa Minani, 30 anni, e Simone Di Renzo, 26 anni, hanno reso dichiarazioni spontanee stamattina, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Alessandra Simion alle cui domande non hanno voluto rispondere. Hanno espresso "rammarico" per le condizioni dello studente picchiato con calci e pugni alla testa, spiegando di aver saputo solo ieri che aveva riportato lesioni cosi' gravi.

Di Renzo ha affermato che non era presente quando e' avvenuto il pestaggio ma sarebbe arrivato solo in un secondo momento, mentre Minani si e' limitato a dire, per ora, che i fatti sono andati in modo diverso rispetto a quanto contestato nell'ordinanza. Entrambi, pero', come hanno chiarito i loro legali, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, si riservano di fornire una ricostruzione di come sarebbero andate le cose in interrogatori successivi in fase di indagini, perche' al momento non hanno ancor potuto leggere tutte le carte che li accusano. I due avvocati, infine, hanno voluto sottolineare che "questa vicenda non ha alcun contenuto politico, ma l'uso che e' stato fatto della notizia degli arresti e' stato estremamente politico e strumentale". Secondo i legali, infatti, anche le "ricostruzioni apparse sui giornali dell'antagonismo universitario, come dedito soltanto alla violenza" sono "strumentali e sbagliate". Per i legali quello che e' successo quella notte alla Statale "non ha niente a che vedere con ragioni politiche, poteva succedere ovunque, in una festa, in un rave, ovunque".

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