Crans Montana, Fontana consegna la Rosa Camuna ad AREU e agli ospedali milanesi - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 11:27

Crans Montana, Fontana consegna la Rosa Camuna ad AREU e agli ospedali milanesi

Dalla sala crisi attivata in poche ore all’evacuazione in elicottero di 12 giovani gravemente feriti: il riconoscimento del Presidente Fontana per un'operazione di soccorso internazionale senza precedenti

di Roberto Servio

Crans Montana, Fontana consegna la Rosa Camuna ad AREU e agli ospedali milanesi

Poche ore dopo il grave disastro del 1° gennaio a Crans-Montana, mentre il sistema sanitario svizzero lanciava una richiesta urgente di supporto per la gestione di pazienti con gravi ustioni – tra cui diversi cittadini italiani ricoverati negli ospedali di Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Aarau – la macchina dell’emergenza lombarda era già pienamente operativa.

Alle 10.30, AREU ha attivato la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, assumendo il coordinamento sanitario dell’intervento e istituendo una vera e propria sala crisi dedicata. Una risposta tempestiva, organizzata e coordinata, capace di affrontare fin dalle prime ore uno scenario internazionale di estrema complessità.

L’impegno è cresciuto rapidamente, in stretta sinergia con Regione Lombardia, la Presidenza, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il Dipartimento della Protezione Civile – attivato tramite il Meccanismo Europeo di Protezione Civile su richiesta del Governo svizzero – e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Alle 16.30 l’elisoccorso di Como è decollato verso Sion, seguito poco dopo dai mezzi di Bergamo e Milano. Già nella stessa giornata è stato possibile trasferire tre giovani al Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano. Nei giorni successivi l’operazione si è ampliata fino a coinvolgere complessivamente 12 ragazzi gravemente feriti, evacuati in sicurezza. L’ultimo trasferimento è stato completato l’11 gennaio 2026.

Il riconoscimento della Rosa Camuna

Per questo straordinario impegno, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, affiancato dal vicepresidente Marco Alparone e dall’assessore Guido Bertolaso, ha conferito al direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, la Rosa Camuna, massima onorificenza regionale. Il riconoscimento è stato assegnato anche al personale dell’Ospedale Niguarda e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

“Sono grato al presidente Fontana e all’assessore Bertolaso – ha dichiarato Lombardo – per aver voluto consegnare ad AREU la Rosa Camuna. È un riconoscimento al grande lavoro di squadra svolto in quei giorni terribili, coordinando professionisti con competenze diverse ma tra loro perfettamente complementari”.

“AREU è una comunità di donne e uomini che lavorano sull’emergenza – ha aggiunto – e Crans Montana è stata la dimostrazione concreta della nostra capacità operativa e della tempestività della macchina organizzativa. In pochissimo tempo abbiamo attivato gli elicotteri di Como, Milano e Bergamo attraverso la nostra Centrale Regionale Elisoccorso (CRELI), le centrali operative, la struttura Maxiemergenze e numerosi altri operatori che hanno lavorato giorno e notte fino al completamento dei 12 trasferimenti. Un’operazione estremamente complessa, perché abbiamo evacuato ragazzi con ustioni gravissime, molti dei quali ricoverati in terapia intensiva. Una complessità che corrisponde al nostro modo di lavorare: integrazione di competenze e coordinamento continuo”.

La Centrale Maxiemergenze è rimasta attiva con presidio dedicato fino al 6 gennaio, per poi proseguire in regime di reperibilità, garantendo continuità nel coordinamento per tutta la durata dell’emergenza.

Il Burn Assessment Team in Svizzera e le voci degli elisoccorritori di Como

Determinante è stata anche l’attivazione di un Burn Assessment Team congiunto Niguarda–AREU, composto da rianimatore, chirurgo plastico, infermieri di area critica, psicologo e tecnici autisti-soccorritori. Il team è stato inviato in Svizzera per supportare la selezione dei pazienti, la valutazione dell’idoneità al volo, il raccordo clinico con il centro ricevente e l’assistenza ai familiari. Nei giorni successivi un secondo gruppo ha assicurato la continuità della missione.

“Siamo stati il primo elicottero ad arrivare all’ospedale di Sion – racconta Francesca Dimola, medico anestesista-rianimatore – dove abbiamo trovato grande ordine nonostante il caos della situazione. È stato molto impattante, anche dal punto di vista umano, vedere ragazzi così giovani in condizioni cliniche tanto gravi. Una grande responsabilità, che si affronta grazie alla preparazione maturata negli anni e alla passione per questo lavoro”.

Alessandro Picone, infermiere, sottolinea la complessità dell’intervento: “Essere tra i primi ad arrivare ha significato confrontarsi con un trasferimento secondario estremamente delicato, sia dal punto di vista clinico sia tecnico. Parliamo di pazienti instabili, ustionati gravi, in un contesto organizzativo diverso dal nostro. Siamo preparati per questo, ma resta sempre un senso di responsabilità importante. Mi porto dietro molto, non solo professionalmente ma anche umanamente: assistere ragazzi dell’età dei nostri figli in condizioni così critiche lascia un segno. È stata però anche la dimostrazione di un sistema che ha funzionato molto bene, grazie alla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti”.

Il testo della pergamena , Premio Rosa Camuna 2026

“Per aver dimostrato nelle operazioni di soccorso, rianimazione e cura, a seguito della tragedia accaduta a Crans-Montana, di saper operare con rapidità, competenza e coordinamento in un contesto di emergenza e criticità estremamente complesso. Il Team rappresenta un esempio di eccellenza clinica, dedizione al servizio pubblico e profondo senso di responsabilità, che conferma il valore del lavoro quotidianamente svolto dal sistema sanitario lombardo, anche oltre i confini regionali.

Agli straordinari professionisti del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e di AREU che hanno operato con profonda sensibilità nell’assistenza dei ragazzi e delle loro famiglie, che ancora lottano per superare le ferite e le conseguenze emotive di questa grave tragedia, va il nostro più sincero e sentito ringraziamento”.

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