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Taser alla polizia locale, la “trattativa” tra comando e consiglieri scettici per arrivare al via libera in aula

Dopo settimane di dubbi ed emendamenti, la maggioranza cerca l’intesa finale. Restano le critiche delle associazioni transgender e di una parte del Pd, ma il voto nel Consiglio milanese sembra orientato verso il sì

Taser alla polizia locale, la “trattativa” tra comando e consiglieri scettici per arrivare al via libera in aula
Taser

Mesi di discussioni, dubbi interni alla maggioranza e continue riscritture dei testi. La trattativa sull’introduzione del taser per la polizia locale di Milano sembra tuttavia vicina a una conclusione: salvo sorprese dell’ultimo minuto, il Consiglio comunale dovrebbe raggiungere un equilibrio politico sufficiente per approvare la delibera e autorizzare la fornitura dell’arma a impulsi elettrici agli agenti.

L’ultimo passaggio critico, come riferito da Repubblica, ha riguardato il parere tecnico negativo espresso dal comandante della polizia locale, Gianluca Mirabelli, su due emendamenti della maggioranza. Una bocciatura che avrebbe potuto bloccare l’accordo e che invece ha accelerato la ricerca di un compromesso. Il presidente della commissione Sicurezza, Michele Albiani (Pd), ha ridimensionato la portata del disaccordo, definendolo un normale confronto tecnico nel percorso amministrativo. Anche la capogruppo dem Beatrice Uguccioni ha confermato che i contatti sono in corso per modificare il testo in modo da unire le diverse posizioni della maggioranza.

La formazione del personale e i timori della comunità Lgbt

Il nodo principale riguarda la formazione del personale. Uno degli emendamenti bocciati dal comando prevedeva l’obbligo, per gli agenti dotati di taser, di frequentare un corso specifico per la gestione dei rapporti con le minoranze etniche e la comunità Lgbtqia+. L’altro emendamento chiedeva invece un potenziamento numerico delle pattuglie nei turni serali e notturni. Per superare i rilievi del comandante, i partiti di governo stanno riformulando le proposte. L’ipotesi principale è quella di estendere i corsi di formazionea tutto il Corpo della polizia locale, e non solo a chi utilizzerà il taser, allargando il programma al trattamento di tutte le situazioni di fragilità, come ildisagio psichico e la marginalità sociale. Per quanto riguarda i turni notturni, verranno eliminati i vincoli numerici troppo rigidi per non interferire con l’organizzazione autonoma del Corpo. Infine, la richiesta di aumentare i controlli sui negozi che vendono armi da taglio sarà trasformata in un ordine del giorno: un atto di indirizzo politico che non appesantisce la delibera principale.

Le obiezioni delle associazioni e il dissenso interno al Pd

Sul provvedimento resta però netta la contrarietà di una parte del mondo Lgbtqia+ e delle associazioni transgender. Come riportato da MilanoToday durante la presentazione del Pride 2026, i critici ricordano l’episodio del 2023, quando una donna transgender, Bruna, fu aggredita da alcuni agenti della polizia locale. Elisa Ruscio, vicepresidente di Acet, ha espresso forte preoccupazione per l’introduzione di un dispositivo definito “meno letale”, chiedendo tutele e una formazione profonda sui temi della diversità per chiunque eserciti poteri coercitivi. Si tratta di una richiesta che si aggancia al piano antidiscriminazioni già approvato da Palazzo Marino e richiamato dall’assessore al Welfare Lamberto Bertolè. La consigliera comunale del Pd Monica Romano ha già annunciato il proprio voto contrario, sostenendo che i dati raccolti durante la sperimentazione dello strumento non bastino a garantire la totale sicurezza del taser quando viene utilizzato in strada su persone in evidente stato di agitazione.

Il pressing del centrodestra

Dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia e Lega spingono per una rapida adozione dello strumento. Il capogruppo di FdI, Riccardo Truppo, ha respinto le critiche delle associazioni definendole offensive e ha ribadito che il taser serve a tutelare sia la sicurezza dei cittadini sia quella degli stessi agenti. La vera partita politica, tuttavia, non si gioca sulla posizione del centrodestra, da sempre favorevole, ma all’interno del Partito Democratico. Nel principale partito di maggioranza convivono infatti due anime: chi spinge per dare nuovi strumenti di difesa alla polizia locale e chi teme l’impatto dell’arma sulle fasce più vulnerabili della popolazione. La soluzione individuata punta a non bloccare il provvedimento, ma a vincolarlo a garanzie precise sulla formazione. In questo modo i favorevoli otterranno l’introduzione dell’arma, mentre l’ala più prudente potrà rivendicare le tutele inserite nel testo.

Il Consiglio comunale si appresta a chiudere la discussione in un clima di attesa, dove solo i passaggi successivi diranno se le impressioni del momento troveranno una reale conferma. Le modifiche ai testi sono state calibrate proprio per non irrigidire i rapporti con i vertici tecnici della polizia locale e per cercare un punto d’incontro che possa tenere insieme le diverse anime della coalizione di centrosinistra.