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Tram deragliato a Milano, il conducente indagato per disastro ferroviario

Sequestri nella sede Atm, la Procura apre formalmente un fascicolo. Il ristorante colpito: “Sembrava una scena post guerra”

Tram deragliato a Milano, il conducente indagato per disastro ferroviario
DERAGLIAMENTO TRAM LINEA 9 IN VIALE VITTORIO VENETO – Milano, Italia – Venerdì, 27 febbraio 2026 (foto Stefano Porta / LaPresse)

L’inchiesta sul deragliamento del tram 9 che venerdì scorso ha travolto un palazzo in viale Vittorio Veneto a Milano, provocando due morti e una cinquantina di feriti, entra in una nuova fase. Il conducente del convoglio risulta ufficialmente indagato per disastro ferroviario.

Milano, l’ipotesi di reato: disastro ferroviario

L’iscrizione nel registro degli indagati emerge dalla relazione investigativa trasmessa questa mattina dalla Polizia locale alla Procura di Milano. L’ipotesi di reato contestata è quella di disastro ferroviario, un passaggio tecnico che consente agli inquirenti di svolgere accertamenti irripetibili garantendo le tutele difensive. Il tram della linea 9, per cause ancora in corso di accertamento, è uscito dai binari finendo contro la facciata di un edificio. L’impatto ha causato due vittime e decine di feriti, molti dei quali trasportati negli ospedali cittadini in codice rosso e giallo.

Sequestri e acquisizioni nella sede Atm

Parallelamente all’iscrizione del conducente, avviati sequestri e acquisizioni di documenti nella sede di Atm in via Monte Rosa. La Polizia locale ha eseguito un decreto di perquisizione a carico dell’autista del tram. Gli accertamenti riguardano la documentazione tecnica e organizzativa, compresi eventuali turni di servizio, manutenzioni, registrazioni e ogni elemento utile a ricostruire la dinamica del deragliamento e le responsabilità. Sequestrate anche le comunicazioni tra il conducente indagato e la centrale operativa. L’obiettivo è chiarire se si sia trattato di un errore umano, di un guasto tecnico o di una concatenazione di fattori.

I pm: “Non si può escludere alcuna causa”

Nel decreto di sequestro disposto dalla pm Elisa Calanducci si sottolinea che “sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del sinistro e individuarne le cause, considerato che, allo stato, non sia possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell’evento, siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici”. Nello stesso provvedimento emergono le prime contestazioni mosse all’autista 60enne: avrebbe “omesso di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto” e non si sarebbe accorto che lo scambio era azionato verso sinistra, “omettendo di azionare lo scambio in direzione ‘diritto’”.

Una manovra che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe portato il tram a svoltare “a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura”, finita contro un palazzo “cagionando un disastro ferroviario”. Disposto anche il sequestro delle registrazioni delle comunicazioni tra la sala operativa Atm e il personale della linea 9 nel pomeriggio dell’incidente.

Da Atm un primo indennizzo di 5mila euro per ogni persona coinvolta nel deragliamento

Sul fronte civile, Atm ha annunciato un primo indennizzo di 5mila euro per ciascuna delle persone coinvolte nel deragliamento, cifra che sarà poi adeguata in base alle singole situazioni. L’azienda ha espresso cordoglio per le due vittime e ha fatto sapere di essere a disposizione degli inquirenti per chiarire ogni aspetto della vicenda. È in corso il contatto con tutti i passeggeri rimasti coinvolti e con chi ha dovuto lasciare la propria abitazione a seguito dell’impatto del tram contro l’edificio. Atm sta inoltre cercando di mettersi in comunicazione con i familiari delle vittime per offrire il supporto necessario.

Il titolare del ristorante colpito: “Sembrava una situazione post guerra”

Nel frattempo a raccontare ad Ansa l’impatto dal punto di vista di chi si è trovato a pochi metri dalla tragedia è un dipendente del ristorante giapponese Robata Kan, investito dal mezzo fuori controllo. “Siamo ancora scossi e sotto shock, non ci sembra reale quello che è accaduto. Tutto ha iniziato a tremare e quando sono entrato nella zona principale dove il tram si è schiantato, l’immagine sembrava quella di una situazione post guerra”, ha spiegato.

Il convoglio, deviato in parte dagli alberi lungo la strada, non ha distrutto completamente il locale ma i danni sono ingenti. L’area più colpita è quella destinata ai clienti, con il bancone seriamente danneggiato. “Il locale è inaccessibile e saremo limitati per un po’ di tempo – aggiunge – ma sicuramente vogliamo riaprire al più presto, nel minor tempo possibile, è l’unica cosa che possiamo fare”.

Al momento dell’impatto nel ristorante non c’erano clienti. “Stavamo lavorando e per fortuna non c’erano clienti. All’inizio credevo fosse un terremoto, tremava tutto e sono saltate le luci. Ma l’importante è stare bene. Per quanto possa essere stato un brutto colpo, sicuramente il ristorante è un qualcosa che si può ricostruire. Noi non siamo tra le vittime principali. Siamo vicini alle famiglie delle persone che hanno perso la vita e siamo preoccupati per le condizioni dei feriti”.

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