Proseguono gli accertamenti della Procura di Milano per chiarire le cause del deragliamento del tram della linea 9 avvenuto il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, tragedia che ha provocato la morte di Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky e il ferimento di una cinquantina di persone.
Tra gli ultimi atti disposti dai magistrati ci sono alcuni approfondimenti medici sul conducente del Tramlink, indagato per disastro ferroviario e per omicidio e lesioni colposi plurimi. Il tranviere, che fin da subito ha riferito di aver accusato un malore dopo aver battuto l’alluce del piede sinistro mentre stava caricando la carrozzina di un disabile, è stato visitato dai medici: gli esami hanno evidenziato una contusione al dito, diventato nero per un ematoma, e il distacco dell’unghia. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato le scarpe che l’autista indossava il giorno dell’incidente per verificare se presentino segni compatibili con l’urto contro la sedia a rotelle.
Il legale: “Il tranviere provato e molto scosso”
Secondo quanto riferito dal difensore Benedetto Tusa, il conducente sarebbe ancora profondamente scosso per quanto accaduto. “È provato, sta male. È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini” della tragedia, ha spiegato il legale. Nel frattempo la Procura ha acquisito anche le cartelle cliniche relative al ricovero in ospedale del tranviere, elementi che dovranno aiutare a verificare la versione del malore improvviso alla guida.
La testimonianza della compagna di Ferdinando Favia: “Il tram andava fortissimo”
Tra le persone ascoltate dagli investigatori c’è anche Flores Calderon, compagna di Ferdinando Favia, uno dei due uomini morti nello schianto. Dimessa dall’ospedale Fatebenefratelli, la donna è stata sentita dalla Polizia locale e ha ricostruito i momenti immediatamente precedenti all’impatto. “Il tram andava fortissimo. Poi il caos, urlavano tutti. Meno male che Rudy, con cui avrei dovuto sposarmi, mi ha sostenuto. Ho perso conoscenza, forse ho preso un colpo e poi non ricordo più nulla”, ha raccontato.
Oggi autopsia sulle vittime e analisi dei sistemi del mezzo
Oggi all’Istituto di Medicina legale di piazza Gorini è prevista l’autopsia sui corpi delle due vittime. Parallelamente prosegue il lavoro degli investigatori per ricostruire la dinamica del deragliamento, anche attraverso l’analisi delle telecamere installate all’interno e all’esterno del convoglio di nuova generazione. Tra gli accertamenti previsti nelle prossime settimane ci saranno anche quelli sulla scatola nera del tram e sul telefono di servizio del conducente, verifiche considerate decisive per stabilire se l’incidente sia stato causato da un errore umano, da una distrazione o da un eventuale problema tecnico.
La prima informativa della Polizia locale in Procura
Nel frattempo la Polizia locale ha trasmesso alla Procura la prima informativa sull’incidente. Lo ha spiegato il comandante Gianluca Mirabelli, precisando che ora sono in corso tutte le attività delegate dall’autorità giudiziaria. “La maggior parte riguarda l’assunzione di informative testimoniali”, ha detto, mentre le analisi tecniche sul mezzo, sul sistema di frenata e sui dispositivi di sicurezza saranno affidate ai consulenti nominati dai magistrati. Il lavoro investigativo, fanno sapere dagli uffici giudiziari, sarà lungo e complesso e dovrà chiarire con precisione cosa sia accaduto nei pochi secondi che hanno preceduto il deragliamento del convoglio diretto da piazza Repubblica verso Porta Venezia.

