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Tassisti, Uber e Maran: alta tensione. Solidarietà del Pd dopo le minacce alla manager

“A nome del gruppo consiliare – le parole del capogruppo Pd in Comune Lamberto Bertolè – esprimo la nostra indignazione per le ingiurie sessiste, volgari e violente”

Nuovamente alta tensione tra tassisti e Uber: uno striscione appeso ai cavi della luce è stato affisso nella giornata di mercoledì 12 febbraio davanti all’abitazione di Benedetta Arese Lucini, manager italiana della società californiana accusata di concorrenza sleale. «Benedetta Arese Lucini p. riceve in … (indirizzo omesso, ndr). Per Maran è gratis», questo il contenuto dello striscione. Immediata la denuncia alla polizia locale che ha passato il caso alla questura. Solidarietà alla manager dal Pd cittadino: “A nome del gruppo consiliare  – le parole del capogruppo in Comune Lamberto Bertolè – esprimo la nostra indignazione per le ingiurie sessiste, volgari e violente: il confronto e la dialettica possono essere anche aspri ma non devono mai travalicare i limiti della civiltà e del rispetto». E il segretario metropolitano Pietro Bussolati: «Striscione inqualificabile: si tratta di attacchi che non possono essere tollerati». Poi la sollecitazione ai tassisti: «Attendo che anche le associazioni di categoria si uniscano da subito al Pd per esprimere solidarietà». Invito accolto da Silla Mattiazzi, segretario Uiltrasporti, tra i più accesi oppositori di Uber: «Ammesso che siano stati dei tassisti premette per noi vale sempre il principio della legalità: condanniamo Uber Pop così come gli autori dello striscione contro Lucini e Maran»