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Uccise tre persone a picconate. Ma per Kabobo niente processo: “E’ pazzo”

Il picconatore pronuncia solo frasi sconnesse. Nella sua lingua, l’uomo che ha seminato il panico in una mattina di primavera a Milano, Kabobo continua a ripetere ininterrottamente di sentire “le voci, voci cattive”. Sempre le stesse identiche parole che, subito dopo l’arresto, ha pronunciato per giustificare il suo folle gesto. L’uccisione di tre persone e il ferimento di altre due. Gli psichiatri che hanno tenuto sotto osservazione il ghanese dal 6 giugno e lo hanno giudicato “incapace di intendere e di volere”. È quanto ha riportato Il Giorno, secondo cui è accertato che Kabobo non “non era in sé” al momento della strage.

Se dalla relazione finale della perizia dovesse emergere che il killer si trova anche adesso in condizioni così alienate da non poter presenziare consapevolmente al processo, potrebbe essere affidato a un ospedale psichiatrico giudiziario senza nemmeno entrare in un’aula di tribunale. Senza dover rispondere delle accuse pesantissime che lo inchiodano al suo massacro: triplice omicidio volontario e lesioni volontarie. 

La mattina dell’11 maggio, nella zona di Niguarda, periferia Nord di Milano, Kabobo ha aggredito prima con una spranga, poi con un piccone cinque passanti. Sul marciapiede senza vita sono rimasti Alessandro Carolè, 40 anni, Ermanno Masini, pensionato di 64 anni, preso a picconate in testa mentre stava portando a spasso il cane e Daniele Carella, di 21 anni, colpito alla schiena mentre aspettava il padre che consegnava i giornali. E dalle immagini delle telecamere di sorveglianza agli angoli delle strade della strage ne avrebbe colpite ancora se non fosse stato fermato.

LEGA, SE NO CARCERE, PRONTI ASSEDIARE TRIBUNALE – “Se dovessero corrispondere al vero le indiscrezioni secondo le quali Kabobo, il picconatore del Niguarda, potrebbe essere dichiarato infermo di mente e quindi evitare il carcere, siamo pronti a tutto per impedire un nuovo omicidio, quello della Giustizia. Sappiano i magistrati di Milano che cingeremo d’assedio il tribunale, nessuna pieta’ per chi ha ucciso tre persone”. Cosi’, in una nota, Igor Iezzi, segretario provinciale della Lega Nord a Milano. “Porteremo la voce di Milano e dei Milanesi nelle aule della Giustizia se sara’ necessario, questa ennesima vergogna non puo’ passare indenne. Solo pensare una scelta simile denota una stato di infermita’ mentale ben maggiore di quello attribuito a Kabobo”.