Milano prova a riscrivere alcune delle regole urbanistiche finite al centro del dibattito negli ultimi anni. Stop alle nuove costruzioni nei cortili del centro storico, deroghe più difficili, limiti alle altezze, maggiore tutela del contesto urbano e più posti a tariffe calmierate negli studentati. Sono alcuni dei punti contenuti nel rapporto preliminare della variante parziale al Piano di governo del territorio, avviata lo scorso novembre da Palazzo Marino su impulso dell’assessora all’Urbanistica Anna Scavuzzo.
Più tutela per cortili, giardini e spazi interni
Come riferisce Repubblica, una delle modifiche più rilevanti riguarda i cosiddetti “vuoti” urbani, ovvero cortili, giardini e altri spazi liberi all’interno degli isolati. Nei centri storici e nei quartieri tradizionali, dove oggi non esistono edifici, non sarà più possibile realizzarne di nuovi. Dove invece una costruzione è già presente, sarà consentita la demolizione e ricostruzione, ma senza superare l’altezza dell’immobile esistente. L’obiettivo è evitare nuovi volumi all’interno degli isolati e tutelare maggiormente la conformazione storica e morfologica dei quartieri.
Studentati, almeno il 30% dei posti a tariffa calmierata
La variante interviene anche sulla disciplina degli studentati convenzionati, uno dei temi più discussi degli ultimi anni. Almeno il 30% dei posti letto dovrà essere offerto alle tariffe previste dal diritto allo studio. Gli studentati convenzionati in modo permanente potranno inoltre essere riconosciuti come servizi e, nelle zone meglio collegate dal trasporto pubblico, beneficiare delle regole previste per l’edilizia residenziale sociale. L’intento è aumentare la quota di alloggi realmente accessibili agli studenti, in una città nella quale il costo delle stanze e degli affitti continua a rappresentare una delle principali emergenze.
Deroghe più difficili e più poteri al Consiglio comunale
Palazzo Marino vuole anche limitare il ricorso alle deroghe urbanistiche. I progetti che intendono discostarsi dalle regole ordinarie del Pgt dovranno passare attraverso l’iter più complesso del Piano attuativo. Per alcune eccezioni non sarà più sufficiente il parere della Commissione Paesaggio, mentre decisioni che fino ad ora potevano essere assunte nell’ambito del procedimento amministrativo dovranno essere sottoposte al Consiglio comunale. Nel documento il Comune riconosce che l’utilizzo delle norme morfologiche si è tradotto, nella pratica, in un ricorso esteso alle deroghe, contribuendo a creare elementi di disordine nello sviluppo edilizio e urbano. Da qui la volontà di rafforzare il coinvolgimento degli organi elettivi.
Rigenerazione urbana, più verde e limite dei 25 metri
Nuove prescrizioni sono previste anche per gli Ambiti di rigenerazione urbana. I nuovi edifici dovranno mantenere una maggiore continuità con il fronte stradale, evitando costruzioni eccessivamente arretrate rispetto agli immobili circostanti. In alcune zone l’altezza massima sarà fissata a 25 metri. In altre diventerà obbligatorio arretrare i nuovi edifici di tre metri rispetto alla strada, destinando lo spazio tra la costruzione e il marciapiede alla realizzazione di una fascia verde. La variante punta così a ridurre l’impatto dei nuovi interventi e a migliorare la qualità dello spazio pubblico.
Stop a nuovi data center e poli logistici nel Parco Nord
Tra le novità figura anche il divieto di realizzare nuovi data center, poli logistici e insediamenti produttivi nelle aree edificabili e di riorganizzazione funzionale del Parco Nord. Cambiano inoltre le compensazioni richieste per gli interventi attorno alle grandi stazioni e ai principali nodi del trasporto pubblico. Chi costruirà oltre i limiti ordinari dovrà garantire una quantità maggiore di servizi per la città. La variante elimina infine alcuni sconti urbanistici previsti per gli interventi nelle aree di rigenerazione e cancella il bonus edificatorio che, in alcuni casi, veniva riconosciuto ai progetti selezionati attraverso concorsi di progettazione. Il documento preliminare rappresenta il primo passaggio di un percorso che punta a rendere più rigide e trasparenti le regole per costruire e trasformare Milano, dopo anni di crescita immobiliare e di contenziosi sull’interpretazione delle norme urbanistiche.

