Il 25 aprile a Milano si annuncia segnato da tensioni e divisioni. Il tradizionale corteo per la Liberazione partirà da Porta Venezia ma si articolerà, come raccontato da Affaritaliani.it Milano, in tre direttrici diverse: il percorso principale verso piazza Duomo con il palco dell’Anpi, uno spezzone che si fermerà in piazza San Fedele per un comizio alternativo e quello palestinese che concluderà in piazza Fontana. Una frammentazione che riflette le profonde divergenze politiche e geopolitiche che attraversano il fronte antifascista, con il conflitto in Medio Oriente al centro del dibattito.
Il Coordinamento per la pace rivendica: “Nessuna tensione, ma piazza separata”
A rivendicare la scelta di una conclusione autonoma del corteo è il Coordinamento per la pace Milano, che annuncia un comizio in piazza San Fedele. “Con il nostro dissenso non porteremo tensioni in piazza, appunto esprimendolo in modo democratico in una piazza separata”, spiegano in una nota. L’obiettivo dichiarato è costruire “un chiaro e unitario fronte contro la guerra”, richiamandosi ai valori della Resistenza e della Costituzione. Il Coordinamento contesta però l’impostazione del corteo ufficiale, accusando istituzioni e politica di non affrontare temi come “il genocidio in corso contro il popolo palestinese” e criticando la presenza di soggetti ritenuti favorevoli al riarmo.
Lo spezzone palestinese e le critiche alla Brigata ebraica
Anche le organizzazioni palestinesi seguiranno un percorso autonomo, con un proprio spezzone e un comizio finale in piazza Fontana. Al centro delle tensioni resta la presenza della Brigata ebraica, già oggetto di contestazioni negli anni scorsi. La Comunità ebraica di Milano ha scelto di non partecipare alla manifestazione, anche per la concomitanza con lo Shabbat, ma ha lanciato un monito sul clima: sempre più difficile, negli ultimi anni, prendere parte alle celebrazioni senza sentirsi delegittimati.
L’Anpi: “Non rompere l’unità del fronte antifascista”
Dal palco istituzionale, previsto in piazza Duomo, il messaggio resta quello dell’unità. Il presidente di ANPI Milano, Primo Minelli, mette in guardia: “Rompere l’unità del fronte antifascista non è una cosa bella, ma ognuno si assumerà le sue responsabilità”. Un richiamo che arriva mentre si moltiplicano le prese di distanza interne e mentre la guerra torna a pesare sulle celebrazioni.
Allerta per l’annuncio dei Carc: “Cacciare dai cortei la Brigata ebraica”
A rendere ancora più teso il quadro è la posizione dei Partito dei Carc, che per il 25 aprile parlano apertamente di mobilitazione politica. Nel loro appello chiedono “una giornata di lotta” e invitano a “cacciare dai cortei del 25 aprile la Brigata ebraica”, rilanciando una piattaforma apertamente antisionista e antigovernativa. L’obiettivo, dichiarato, è trasformare la ricorrenza in un momento di scontro politico contro Stati Uniti, Nato e governo italiano. Il partito, attivo da anni nell’area antagonista, è finito di recente anche al centro di un’indagine della Procura di Napoli per ipotesi legate ad associazione con finalità di terrorismo ed eversione.
La Prefettura rafforza i dispositivi di sicurezza
Il clima di tensione ha portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza. Il comitato provinciale per l’ordine pubblico, presieduto dal prefetto Claudio Sgaraglia, ha esaminato il dispositivo predisposto insieme al sindaco Giuseppe Sala e alle forze dell’ordine. “La grande partecipazione attesa, in un clima di maggiore sensibilità per il momento geopolitico internazionale, è stata valutata attentamente per garantire il regolare e pacifico svolgimento delle iniziative”, fa sapere la Prefettura.

