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Milano

L'amministrazione fissa i paletti per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi in citta': chiusura definitiva dell'accordo di programma con le Ferrovie dello Stato entro la fine dell'anno, via libera del consiglio comunale entro la fine del 2014 a quello che si profila come la piu' grande operazione urbanistica ancora possibile sul territorio non edificato di Milano: oltre un milione di metri quadri da sottrarre all'abbandono, con oltre 600mila metri quadri di superficie lorda edificabile e piu' di 500mila metri destinati a verde. Nato con accordi con le Fs nel 2005 sotto il secondo mandato Albertini e promosso con la Regione nel 2007 sotto l'amministrazione Moratti, l'accordo di programma fra Comune, Regione e Fs ha ripreso il suo corso dopo lo stop fra l'adozione del Pgt Masseroli e il nuovo Piano di governo del territorio approvato con l'attuale amministrazione. Oggi il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Lucia De Cesaris ha presentato lo stato delle trattative alla commissione Urbanistica di palazzo Marino: "Siamo a tre quarti del cammino - ha spiegato - e sciolti i nodi con le Ferrovie in un anno penso possiamo farcela". L'accordo, che tocca le aree degli scali di Farini, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, Romana, Porta Genova e San Cristoforo, prosegue il suo iter con un elemento "di discontinuita'": una riduzione del carico insediativo complessivo del 18 per cento, pari a 145mila metri di slp in meno, rispetto alla proposta di accordo del 2009, e del 33 per cento in meno rispetto a quanto previsto nel Pgt adottato nel 2010. "Nodo da sciogliere" nel ridefinire l'accordo resta la destinazione dei 50 milioni di euro previsti come iniziali plusvalenze dall'operazione di riqualificazione: De Cesaris conta di arrivare a una intesa entro la fine dell'anno, per avviare "l'ultimo quarto" del percorso: la firma, la delibera di giunta e la ratifica del consiglio comunale, parallelamente a momenti di confronto e ascolto con le zone e con i cittadini.

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