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Milano
Viaggio in Brianza/ Il conflitto di interessi nella fusione Acsm-Agam e Gelsia

di Fabio Massa

Per adesso è una cosa che sta sconvolgendo la Brianza. Ma ben presto la fusione tra Gelsia e Acsm-Agam potrebbe trasformarsi in una bomba ad orologeria politica e finanziaria. Non è un caso che, da quando è stata firmata la lettera di intenti tra le due società, il titolo di Acsm-Agam, in Borsa, ha cominciato una caduta davvero rovinosa. Anche oggi, mentre ci si avvia a fine seduta, cede oltre il 3 per cento. Qualche giorno fa lo scivolone era stato anche più forte, superando il 10 per cento. A rendere la situazione di Acsm Agam, la multiutility che gestisce acqua, rifiuti e gas di Como, ancor più pesante, è una trimestrale, diffusa il 7 novembre, nella quale l'utile netto è dimezzato. La colpa, secondo il management è del tempo. Un po' il contrario del "piove governo ladro". Si legge, testualmente: "L'andamento climatico eccezionalmente mite nella prima parte dell'anno che ha determinato una forte flessione nei volumi di energia venduti".

Ma andiamo per ordine. Gelsia è una multiutility tra le prima in Lombardia per fatturato. La sua "base" è Seregno, il Comune dove è nata e dove ha prosperata vendendo gas metano, energia elettrica e teleriscaldamento. In "pancia" Gelsia ha tre società: Gelsia Srl, che gestisce appunto la parte energetica, Gelsia Ambiente che gestisce i rifiuti, Gelsia Reti che appunto gestisce i "tubi" e le infrastrutture di distribuzione. "Sopra" Gelsia c'è il gruppo Aeb, che la controlla. Del Gruppo Aeb fanno parte molti comuni della Brianza: Seregno, Giussano, Meda, Cabiate, Limbiate, Varedo, Verano, Carate, Muggiò, Sovico, Cesate, Trezzo sull'Adda, Biassono, Bovisio Masciago, Besana Brianza, Lissone, Macherio, Nova Milanese, Cesano Maderno, Seveso, Desio. Aeb controlla poi Gelsia tramite un intrico societario di difficile spiegazione.

Ora, il sindaco di Seregno Giacinto Mariani, con una maggioranza formata da Forza Italia e Lega Nord (e tanti mal di pancia), ha deciso di mandare avanti la fusione con Acsm-Agam. A "gioire" della fusione, pare, sarebbero i soci monzesi e comaschi, che incasserebbero quello che in Brianza è definito un gioiello. Questa, almeno, l'opinione dell'opposizione, che sull'operazione è decisamente bipartisan. Anche perché, mentre il processo va avanti a tappe forzate per cercare una concretizzazione entro fine anno, con successiva quotazione in Borsa nei primi mesi dell'anno prossimo, e comunque entro le elezioni che porteranno Giacinto Mariani lontano dal Comune, visto che è arrivato al secondo mandato e non può quindi ricandidarsi, emergono dettagli che da soli fanno notizia. Quello più ghiotto è l'incarico che Seregno e Acsm avrebbero assegnato a Banca Profilo, la creazione di Matteo Arpe, non a caso monzese, l'incarico di advisor finanziario. Per quello legale c'è lo studio Bonelli Erede Pappalardo. Ora, Banca Profilo incassera, in caso di fusione avvenuta, un contratto da un milione di euro. Fin qui, nulla di strano. Quello che però fa impressione, e lo rivela il sito infonodo.org, è che a gestire l'operzione sarà Marco Baga, responsabile dell'Area Investment Banking di Banca Profilo. E chi è Baga? E' un membro, dal 2012, del consiglio di sorveglianza di A2A, su indicazione del sindaco leghista Attilio Fontana, già presidente di Anci Lombardia. Il problema è che A2A controlla quasi il 22 per cento delle azioni Acsm-Agam. In pratica, è uno degli attori in campo nella fusione anche sul lato comasco-monzese. Uno potrebbe pensare a una svista, o a un conflitto di interesse "sottotraccia". E invece, in base a un documento riservato, è tutto alla luce del sole. Nella lettera d'incarico a Banca Profilo, infatti, al punto 10, si scrive: "L'Advisor informa ed i Mandanti prendono atto che il dottor Marco Baga, coordinatore del Gruppo di Lavoro, ricopre la carica di consigliere di Sorveglianza, in rappresentanza delle minoranze, nella società A2A Spa". Per la serie: sappiamo del conflitto ma non ci interessa.

Per ora, il processo di fusione va avanti, tra mille polemiche. Ma la storia di Gelsia non è affatto finita qui...

@FabioAMassa

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Egregio direttore,
alcune considerazioni in merito all’articolo Viaggio in Brianza/Il conflitto di interessi nella fusione Acsm-Agam e Gelsia. Non entriamo nel merito delle opinioni espresse circa il progetto di aggregazione, tuttavia ci corre l’obbligo di fare alcune precisazioni sui commenti ai risultati trimestrali del nostro gruppo.
L’andamento climatico che ha ridotto i volumi di energia venduta (e, conseguentemente, ricavi e margini) non riguarda solo il nostro gruppo: le relazioni trimestrali delle altre utilities quotate, tutte, rilevano come la contrazione del margine risulti fortemente influenzata dagli effetti connessi alle alte temperature; anche le utilities non quotate, che quindi non hanno l’obbligo di rendere pubblici i risultati intermedi, hanno subito gli stessi impatti.
Riguardo invece all’andamento del titolo occorre inquadrarlo all’interno della situazione generale del mercato azionario, contrassegnato dall’instabilità, in particolare nell’ultimo periodo. Negli ultimi due mesi, uno dei principali indici della Borsa di Milano (il FTSEMIB)  ha ceduto oltre i 10 punti percentuali. ieri l’indice riferito alle utilities ha chiuso in negativo di oltre i 3,5 punti percentuali, mentre la quotazione di Acsm Agam ha fatto rilevare il -3,1%, in linea con il FTSEMIB che nella giornata di ieri ha lasciato sul campo circa il 3 per cento.
 

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