di Fabio Massa
Affaritaliani.it lo aveva anticipato in tempi non sospetti. Vito Gamberale adesso lo annuncia in un’intervista al Sole 24 Ore: “Ho avvisato i soci di F2i di cercare un sostituto: ho quasi 70 anni, lascerò l’operatività gestionale”. In effetti quello di Gamberale è un gesto che, più che legato all’età, pare essere legato alle inchieste. Quelle su Sea, per la precisione, per le quali la previsione è di una battaglia difficile in Tribunale, tanto che l’ingegnere ha già assoldato, oltre al professor Giarda, anche l’ex ministro Paola Severino come suo legale. In F2i, del resto, i soci da tempo rumoreggiavano, confidando nel ruolo di Giuliano Asperti, il presidente, perché esprimesse il massimo equilibrio. E così è stato. Vito Gamberale va, Asperti ha il ruolo di una difficilissima fase di traghettamento. Già in capo a lui sta il recupero, ormai attuato, del rapporto con Palazzo Marino, guastato da una serie di esibizioni un po’ troppo muscolari da parte di Gamberale (che hanno anche dato il via a una causa giudiziaria). Via l’amministratore delegato, una serie di progetti potrebbero anche sbloccarsi, ora che sono incagliati nelle secche di un conflitto senza tregua. Il che non vuol dire che c’è il via libera per la cessione di una quota di F2i alla Regione Lombardia. Soprattutto finché la vicenda Sea Handling non sarà risolta.
Intanto, mentre in F2i succede quel che doveva succedere, c’è ancora confusione sul lato ferroviario. Secondo rumors di Affari, infatti, si sarebbe interrotta la ricerca della società di cacciatori di teste Egon Zehnder per i vertici di Trenord. Non è ancora chiaro che cosa succederà. Pare certo invece che il Comune di Milano avrà – a riguardo delle nomine delle società partecipate (tra le quali spiccano Atm e A2A) – una lista di “idonei” già a partire da venerdì. E si può star certi che qualche sorpresa ci sarà.
@FabioAMassa

