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Stile capitolino; le borse e gli accessori che celebrano la Capitale

Dalla stampa Planetarium di Gattinoni alla “Fontana di Trevi” di Dolce&Gabbana: oggetti che trasformano la storia in accessorio

Stile capitolino; le borse e gli accessori che celebrano la Capitale

Roma non è solo sfondo, ma musa; dalle prime botteghe del Novecento alle sfilate di Alta Moda grandi case di moda italiane e internazionali hanno dedicato alla Capitale intere linee, borse-icona e accessori che trasformano simboli, monumenti e tecniche artigianali in oggetti di desiderio.

Fendi: Selleria, Cuoio Romano e il nome “Roma” sulle tote

Fendi ha radici romane nel DNA: nel 1925 Adele Casagrande ed Edoardo Fendi aprirono la prima boutique in città, dove nacque la linea Selleria, insegnata dai mastri sellai della Capitale. Quella tradizione vive ancora oggi nell’uso del pregiato Cuoio Romano e nelle impunture realizzate a mano, con placche in argento che riportano il numero di serie e l’anno 1925. La maison ha anche lanciato collezioni speciali come “Roma Amor” e ha stampato il nome della città — spesso con l’anno di fondazione — sulle iconiche borse tote, rendendo Roma parte del logo stesso del prodotto.

Bulgari: la borsa “Roma” e Divas’ Dream, dai mosaici alle Terme di Caracalla

Bulgari ha reso omaggio a Roma sia nel naming che nell’ispirazione formale: la borsa a mano Bulgari Roma porta il nome della città inciso sul dettaglio metallico frontale, mentre le linee di pelletteria e gioielleria attingono ai simboli della romanità. La collezione Divas’ Dream, in particolare, nasce dai mosaici policromi delle Terme di Caracalla (206–216 d.C.) ; il motivo a ventaglio, tradotto in oro e pietre preziose, è diventato un’icona di femminilità e un linguaggio progettuale coerente. Non a caso, Bulgari ha finanziato il restauro fisico dei mosaici di Caracalla nel 2015, preservando la fonte stessa da cui la collezione trae forma.

Gattinoni: la Collezione Roma e la stampa Planetarium

Gattinoni ha firmato la Collezione Roma caratterizzata dalla celebre stampa Planetarium, un omaggio grafico che unisce mappe celesti, storia e richiami alla classicità capitolina. Il risultato è una linea di borse in cui l’iconografia astronomica e archeologica dialogano con la pelletteria contemporanea, trasformando la “cartografia del cielo” in motivo decorativo distintivo

Alviero Martini Prima Classe: la Roma Collection ispirata alle rovine

Alviero Martini Prima Classe ha creato la Roma Collection, una linea di borse ispirata direttamente alle forme e ai volumi architettonici delle antiche rovine dell’Urbe. Il progetto traduce in silhouette e dettagli costruttivi l’idea di rudere e monumento, giocando su proporzioni, texture e richiami strutturali che evocano l’archeologia romana senza citarla in modo letterale.

Dolce&Gabbana: Alta Moda a Roma nel 2025 e la borsa “Fontana di Trevi”

Nell’estate 2025, Dolce&Gabbana ha trasformato Roma in passerella a cielo aperto per l’Alta Moda, con eventi tra Villa Adriana, il Foro Romano e Castel Sant’Angelo, sotto il segno de “L’eterno trionfo della bellezza”. La collezione ha intrecciato Impero Romano, barocco, mito di Cinecittà e simbologia ecclesiastica, ma l’oggetto più discusso è stata la borsa “Fontana di Trevi”, una valigetta da collezione che riproduce in miniatura la celebre fontana barocca di Nicola Salvi. Realizzata con tecniche miste di modellistica, stampa e ricamo, la borsa presenta su un lato dettagli floreali intagliati nel legno con inserti dorati e sull’altro un’interpretazione fedele dell’opera, dividendo il pubblico tra chi la legge come scultura-portatile e chi la giudica eccessiva.

Perché Roma funziona (anche) come brand della moda

Ci sono radici storiche e di artigianato-Fendi e Bulgari hanno sede e origine a Roma e la città fornisce sia maestranze (sellai, orafi), sia un immaginario immediatamente riconoscibile.

L’iconografia è infinita-fontane, mosaici, rovine, mappe celesti e simboli ecclesiastici offrono un repertorio grafico e narrativo che si presta a stampe, ricami, forme di borse e gioielli.

C’è un meccanismo di valorizzazione reciproca-le maison ottengono un racconto “italiano” forte, la città riceve visibilità globale e, in alcuni casi, finanziamenti per restauri (come i mosaici di Caracalla).