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1000 Miglia 2026, la Freccia Rossa punta Roma

1000 Miglia 2026, la Freccia Rossa punta Roma

La 1000 Miglia 2026 attraversa la Toscana, arriva a Radicofani e punta Roma con i Tonconogy al comando della classifica.

La 1000 Miglia 2026 ha completato la traversata della Toscana ed è arrivata a Radicofani, ultimo presidio storico prima del confine con il Lazio, confermando ancora una volta il ruolo della corsa come piattaforma culturale e industriale dell’automotive storico italiano. Non è soltanto una gara di regolarità: per il settore auto rappresenta una vetrina internazionale dove si incrociano memoria tecnica, valorizzazione del patrimonio motoristico, turismo di fascia alta e capacità dei territori di trasformare il passaggio delle vetture in un evento economico diffuso.

La tappa partita all’alba da Montecatini Terme ha attraversato alcune delle aree più riconoscibili dell’Italia centrale, con una sosta pranzo nella cornice di piazza del Campo a Siena e il successivo ingresso tra le curve della Val d’Orcia. Dopo il caldo delle giornate precedenti, le prime ore si sono svolte con temperature più fresche, condizioni ideali per equipaggi e meccaniche. Con il passare della mattinata, però, il clima è tornato estivo, rendendo più selettiva una frazione già impegnativa per ritmo, concentrazione e gestione delle auto.

Il dato rilevante, oltre alla dimensione sportiva, è la capacità della Freccia Rossa di muovere un ecosistema che va ben oltre gli equipaggi iscritti. Il passaggio in città d’arte, borghi storici e aree collinari genera attenzione mediatica, presenze turistiche, lavoro per accoglienza, ristorazione, servizi tecnici, logistica e sicurezza. È una filiera parallela dell’automobile classica, nella quale il valore non nasce solo dalla competizione, ma dalla conservazione, dalla manutenzione specializzata e dal racconto del prodotto auto come bene culturale.

La mattinata si era aperta con le Prove Cronometrate sulle mura di Lucca, uno dei momenti più tecnici della giornata, prima dei Controlli Timbro a Pietrasanta e Forte dei Marmi. Il convoglio ha poi attraversato PisaPontederaPeccioliPalaia, componendo un itinerario che unisce luoghi simbolo della Toscana turistica e distretti legati alla storia industriale e manifatturiera del Paese. L’arrivo a Siena ha segnato il passaggio più scenografico della frazione, con le vetture storiche accolte dal pubblico in una delle piazze più note al mondo.

Nel pomeriggio la componente agonistica è tornata centrale. Gli equipaggi hanno affrontato una sequenza di Prove cronometrate e due Prove di Media tra la Val d’Orcia e la via Francigena, tratti che richiedono precisione nella guida, lettura costante del percorso e controllo della vettura su strade non banali. Nel mezzo, il Controllo Timbro di Radicofaniha riportato la gara in uno dei luoghi più identitari del tracciato, un avamposto che nella narrazione della 1000 Miglia conserva un valore storico e geografico particolare.

La presenza del pubblico ha confermato la forza popolare della manifestazione. Le strade collinari e i centri abitati attraversati sono stati occupati da spettatori, appassionati e turisti, segno che la 1000 Miglia continua a funzionare come evento trasversale: interessa i collezionisti, parla agli operatori del settore, ma riesce anche a coinvolgere chi riconosce nelle vetture d’epoca un frammento della storia italiana. In un mercato automobilistico sempre più orientato a elettrificazione, software e nuovi modelli di mobilità, il richiamo delle auto storiche resta un asset reputazionale forte per il Made in Italy.

A raccontare il valore emotivo della giornata è stato Carlo Gussalli Beretta, al volante per due tappe sull’auto 1000. “Oggi è una giornata fantastica. Siamo partiti con un bel freschino, il clima ideale dopo il caldo di ieri. I passaggi di questa mattina sono stati molto emozionanti e l’arrivo a Siena è uno dei momenti più speciali: piazza del Campo, con il Tricolore per terra e le vetture classiche, è ancora più bella”. Una testimonianza che restituisce bene la doppia natura della corsa: disciplina tecnica e insieme racconto visivo dell’Italia.

Sulla stessa linea Melissa Satta, che ha condiviso l’esperienza a bordo. “Stamattina è stato pazzesco, siamo passati in città e paesini stupendi che non avevo mai visitato. Oltre alla bellezza della gara, la 1000 Miglia è una bellissima opportunità per conoscere l’Italia fino in fondo. Si respira proprio la nostra storia e questo mi piace veramente tanto”. La sua lettura evidenzia un punto strategico: la corsa agisce come strumento di promozione territoriale, capace di portare attenzione internazionale anche su località che normalmente restano fuori dai grandi flussi mediatici.

Ora le vetture puntano verso la Capitale. Dopo Radicofani, il percorso prevede le Prove Cronometrate di Montemaggiore, quindi il passaggio nei pressi del Lago di Bolsena con i Controlli Timbro di Capodimonte e Marta. Il convoglio transiterà poi da Viterbo e affronterà l’ultimo Controllo Orario di Ronciglione prima dell’ingresso a Roma, dove la 1000 Miglia vivrà la tradizionale passerella su via Veneto. È uno dei momenti più attesi, perché porta la gara dentro uno scenario urbano di forte valore simbolico e mediatico.

Sul piano sportivo, la classifica parziale conferma una lotta molto serrata per la leadership. I fratelli Juan e Margarita Tonconogy continuano a mantenere un livello elevatissimo al vertice della corsa, inseguiti dai campioni in carica Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, secondi e ancora pienamente in partita. Al terzo posto provvisorio restano Lorenzo e Mario Turelli, confermando una graduatoria aperta e tecnicamente molto equilibrata.

Nel Gran Turismo Experience il comando è nelle mani dell’equipaggio formato da Ryotaro Shimizu e Jari-Matti Johannes Latvala, mentre nel Ferrari Tribute, dopo la PM5, la leadership è di Vittorino Bertaglia e Giordano Mozzi. Anche queste classifiche laterali hanno un peso crescente nella costruzione dell’evento, perché ampliano il pubblico di riferimento e rafforzano il legame tra heritage, marchi premium e cultura automobilistica contemporanea.

La tappa toscana della 1000 Miglia 2026 consegna quindi un quadro chiaro: la corsa resta un laboratorio di reputazione per l’automotive italiano e internazionale. Le vetture storiche non sono solo oggetti da collezione, ma strumenti capaci di generare valore economico, attenzione turistica e narrazione industriale. In un settore che guarda al futuro con tecnologie nuove e modelli produttivi in trasformazione, la Freccia Rossa continua a ricordare che la storia dell’auto è ancora una leva competitiva.

Scheda 

Evento: 1000 Miglia 2026
Tappa: Montecatini Terme, Siena, Val d’Orcia, Radicofani, direzione Roma
Passaggi principali: Lucca, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Pisa, Pontedera, Peccioli, Palaia, Siena, Radicofani
Prove: Prove Cronometrate a Lucca e Montemaggiore, Prove di Media in Val d’Orcia e sulla via Francigena
Arrivo previsto: Roma, passerella su via Veneto
Classifica parziale: Juan e Margarita Tonconogy davanti ad Andrea Vesco-Fabio Salvinelli e Lorenzo-Mario Turelli
Gran Turismo Experience: al comando Ryotaro Shimizu e Jari-Matti Johannes Latvala
Ferrari Tribute: in testa Vittorino Bertaglia e Giordano Mozzi dopo la PM5