Le immatricolazioni delle partite IVA calano del 7%, ma cresce la quota sul mercato privati e aumenta il prezzo medio delle auto.
Il mercato delle auto acquistate dai privati con partita IVA arretra nel 2025, ma mostra una tenuta migliore rispetto al complesso del canale retail. Secondo l’analisi realizzata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE con ISTAT, le immatricolazioni si fermano a 177.109 unità, il 7% in meno rispetto alle 190.349 del 2024. La contrazione più contenuta rispetto agli altri acquirenti privati porta però il peso del segmento al 21,4%, contro il 20,8% dell’anno precedente.
Il dato è rilevante per costruttori, concessionari e società finanziarie perché conferma il ruolo delle partite IVA come fascia di clientela distinta, caratterizzata da una maggiore capacità di spesa, da una domanda orientata verso modelli di segmento medio e da un ricorso più frequente a formule finanziarie come il leasing. In un mercato nazionale indebolito dalla perdita di potere d’acquisto e dall’incertezza economica, professionisti e piccoli imprenditori continuano quindi a rappresentare un bacino strategico.
Il valore complessivo degli acquisti scende a 6,62 miliardi di euro, il 4,7% in meno rispetto ai 6,95 miliardi del 2024. Il calo del fatturato è inferiore a quello dei volumi perché il prezzo medio delle vetture sale del 2,4%, raggiungendo circa 37.400 euro. Una dinamica che riflette sia l’aumento dei listini sia lo spostamento della domanda verso SUV, modelli elettrificati e allestimenti più costosi.
La crescita del prezzo medio rappresenta un vantaggio per i marchi che presidiano le fasce medio-alte, ma espone il mercato a un problema di accessibilità. Per molte attività professionali l’auto resta uno strumento di lavoro, tuttavia il costo di acquisto, la fiscalità e le condizioni del credito possono rinviare la sostituzione del veicolo, con effetti sulle vendite, sul rinnovo del parco circolante e sulle emissioni.
La composizione della clientela sta intanto cambiando. Le imprese individuali restano il gruppo principale con 107.263 immatricolazioni, ma perdono l’8,5% dei volumi e scendono al 60,6% del canale. I professionisti mantengono invece un livello sostanzialmente stabile, con 39.747 vetture, e aumentano la propria quota dal 20,9% al 22,4%. Al loro interno crescono soprattutto studi legali e commercialisti.
Gli agenti di commercio raggiungono 17.554 immatricolazioni e salgono al 9,9%, mentre il settore agricolo registra la flessione più marcata: 12.545 vetture e una quota ridotta al 7,1%. Questi andamenti mostrano come la domanda automobilistica sia sempre più legata alla capacità dei singoli comparti produttivi di generare reddito e sostenere investimenti.
La trasformazione emerge con particolare evidenza nelle alimentazioni. Le vetture ibride raggiungono il 45,4% delle immatricolazioni, guadagnando 5,7 punti percentuali e diventando la scelta dominante anche fra i titolari di partita IVA. Il risultato indica che l’elettrificazione più accessibile, soprattutto nelle versioni mild e full hybrid, sta sostituendo progressivamente benzina e diesel senza richiedere un cambiamento radicale nelle modalità di utilizzo.
La benzina scende al 20,1%, mentre il diesel perde altri 3,2 punti e si ferma al 10,9%. Pur in calo, il gasolio mantiene fra le partite IVA un peso molto superiore a quello registrato fra i privati senza partita IVA, segno che percorrenze elevate, autonomia e consumi continuano a influenzare le scelte di professionisti e imprese.
Le auto elettriche a batteria avanzano lentamente, raggiungendo l’8,3%, mentre le ibride plug-in salgono al 5,4%. Le quote sono superiori a quelle dei privati tradizionali, ma restano contenute rispetto alle aspettative legate alla transizione. Prezzi, infrastrutture di ricarica, valore residuo e incertezza fiscale continuano a frenare una diffusione più rapida.
Anche la scelta delle carrozzerie premia i modelli più grandi. I SUV rappresentano il 67,1% degli acquisti, con una crescita di 2,8 punti. I SUV di segmento C restano stabili al 23,1%, mentre quelli di segmento D salgono al 10,7%. Le city car e le utilitarie sono meno diffuse che fra i privati senza partita IVA, confermando la maggiore propensione della clientela professionale verso vetture spaziose, versatili e con un posizionamento superiore.
Sul fronte finanziario, il leasing viene utilizzato nel 17,8% degli acquisti. La quota perde due decimali, ma resta una caratteristica specifica del canale. Per banche captive, società finanziarie e concessionari, la capacità di offrire canoni sostenibili e servizi integrati diventa quindi decisiva per compensare l’aumento dei prezzi e sostenere il ricambio delle flotte dei piccoli operatori economici.
La distribuzione geografica vede Roma al primo posto, con il 7,3% delle immatricolazioni, seguita da Milano, Torino, Firenze e Napoli. Sul piano anagrafico, la domanda si concentra fra i 30 e i 65 anni, mentre cresce il peso degli over 65, arrivati al 17,1%.
Nel complesso, il 2025 restituisce l’immagine di un mercato in calo ma più selettivo. Le partite IVA acquistano meno auto, ma scelgono vetture mediamente più costose, più grandi e più elettrificate. Per l’industria automotive questo segmento resta quindi essenziale per sostenere fatturato, diffusione delle nuove tecnologie e redditività delle reti commerciali.
Scheda
Immatricolazioni: 177.109
Variazione sul 2024: -7%
Quota sul mercato privati: 21,4%
Fatturato: 6,62 miliardi di euro
Prezzo medio: circa 37.400 euro
Quota ibride: 45,4%
Quota elettriche: 8,3%
Quota SUV: 67,1%
Acquisti in leasing: 17,8%

