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Auto usate in calo: una su due ha più di dieci anni

Auto usate in calo: una su due ha più di dieci anni

A maggio calano i passaggi di proprietà, mentre aumentano ibride, vetture recenti e auto provenienti dal noleggio a lungo termine.

Il mercato italiano dell’auto usata rallenta a maggio, ma il dato mensile nasconde una trasformazione più profonda della domanda. Con 444.625 trasferimenti di proprietà, ancora in attesa di consolidamento, il comparto registra un calo del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi cinque mesi dell’anno, tuttavia, il saldo resta positivo dello 0,7%, con 2,416 milioni di passaggi e un livello superiore dello 0,5% anche rispetto al 2019.

Per concessionari, operatori del remarketing e società di noleggio, il quadro indica un mercato ancora solido nei volumi, ma sempre più selettivo per età, alimentazione e provenienza dei veicoli. L’usato continua a svolgere una funzione decisiva nell’accesso alla mobilità, soprattutto in una fase nella quale i prezzi del nuovo e il costo del credito limitano la capacità di acquisto di molte famiglie.

La contrazione di maggio deriva soprattutto dai trasferimenti netti, diminuiti del 6%, mentre le minivolture, ossia i passaggi temporanei agli operatori commerciali, crescono dello 0,8%. Il divario segnala una maggiore disponibilità di vetture nei canali professionali, non ancora accompagnata da un analogo ritmo delle vendite al cliente finale.

Per la distribuzione questa dinamica può tradursi in tempi di giacenza più lunghi e in una pressione crescente sulla gestione dello stock, sui prezzi e sui costi finanziari. La capacità di acquistare i veicoli corretti, nelle alimentazioni e nelle fasce di età più richieste, diventa quindi un vantaggio competitivo più importante della semplice ampiezza dell’offerta.

Il dato centrale sul piano industriale resta l’età delle automobili scambiate. Quasi un’auto usata su due, il 49,1%, ha più di dieci anni. La quota sale di 0,3 punti e conferma il peso di un parco circolante anziano, sostenuto dalla ricerca di prezzi accessibili e dalla difficoltà di una parte dei consumatori a entrare nel mercato del nuovo.

Il fenomeno alimenta la domanda di manutenzione, ricambi e riparazioni, sostenendo l’attività della filiera aftermarket. Allo stesso tempo rallenta la diffusione delle tecnologie di sicurezza più recenti e il ricambio ambientale del parco, rendendo più complesso il percorso di riduzione delle emissioni del trasporto privato.

Aumenta però anche il peso delle vetture più giovani. Le auto fino a quattro anni rappresentano il 23,8% dei trasferimenti netti, 1,2 punti in più rispetto a maggio 2025. Nelle minivolture la quota raggiunge il 32%, con un incremento di 1,7 punti.

È un segnale importante per concessionari e reti ufficiali, perché i veicoli recenti permettono di costruire un’offerta a maggiore valore aggiunto attraverso finanziamenti, garanzie estese, assicurazioni e servizi post-vendita. La crescita di questa fascia può inoltre favorire lo sviluppo dei programmi di usato certificato, diventati uno strumento utile per fidelizzare i clienti e compensare la volatilità delle vendite di auto nuove.

La composizione per alimentazione mostra una transizione tecnologica ancora graduale. La benzina mantiene il primato nei trasferimenti netti con il 38,6%, mentre il diesel scende al 37,9%, perdendo 4,1 punti. Le ibride salgono al 12,8%, confermando una crescita ormai strutturale anche nel mercato di seconda mano.

Restano invece limitate le quote delle auto elettriche, ferme all’1,5%, e delle ibride plug-in, all’1,7%. Il divario rispetto al mercato del nuovo dimostra che la transizione non dipende soltanto dalla disponibilità di modelli, ma anche dalla formazione di un mercato secondario capace di garantire prezzi accessibili e valori residui prevedibili.

L’offerta di BEV usate è ancora contenuta e una parte della domanda continua a essere frenata dal costo, dall’autonomia percepita, dalla disponibilità della ricarica e dall’incertezza sulle condizioni della batteria. Per costruttori, finanziarie captive e operatori del noleggio, la capacità di certificare lo stato dell’accumulatore e garantire il valore futuro del veicolo diventerà decisiva per allargare la platea dei clienti.

Le minivolture anticipano però un progressivo aumento dell’offerta elettrificata. Le ibride raggiungono il 15,6%, mentre plug-in ed elettriche pure salgono rispettivamente al 2,8% e al 2,3%. Il canale professionale sta quindi iniziando ad assorbire un numero maggiore di vetture provenienti da flotte e contratti in scadenza.

Nei prossimi mesi questa dinamica potrebbe ampliare la scelta e ridurre i prezzi per i consumatori, ma anche aumentare il rischio di svalutazione per gli operatori che hanno acquistato i mezzi sulla base di valori residui elevati. La velocità dell’evoluzione tecnologica e le politiche commerciali applicate sul nuovo possono infatti influenzare rapidamente le quotazioni dell’usato elettrico.

Un ruolo crescente arriva dal noleggio a lungo termine. Nelle minivolture la quota delle vetture provenienti dal NLT sale al 12,1%, con un incremento di due punti. Si tratta generalmente di auto più recenti, sottoposte a manutenzione programmata e adatte a essere ricollocate nei canali retail.

La crescita dei rientri dalle flotte modifica la catena del valore dell’usato, rafforzando società di remarketing, aste digitali e piattaforme di valutazione. Aumenta però anche la concorrenza con le vetture ritirate dai privati e rende più importante la capacità di prevedere domanda, tempi di vendita e andamento dei prezzi.

Tra i trasferimenti netti, gli scambi tra privati e aziende restano predominanti con il 56,5%, mentre le vendite da operatore a cliente finale scendono al 38,7%. Il mercato conserva quindi una componente informale molto ampia.

Per i concessionari la risposta non può limitarsi al prezzo. Servono trasparenza sulla storia del veicolo, garanzie, servizi finanziari, rapidità di consegna e strumenti digitali capaci di ridurre la distanza rispetto alle transazioni tra privati. La fiducia diventa un elemento economico centrale, soprattutto nel caso di vetture elettrificate o tecnologicamente più complesse.

Sul territorio, la Lombardia resta il primo mercato con il 16,2% dei trasferimenti, davanti a Lazio, Campania, Sicilia e Piemonte. La distribuzione riflette la dimensione del parco, il reddito disponibile, la densità urbana e la struttura delle reti commerciali. Le differenze regionali continueranno a incidere sulla diffusione delle alimentazioni alternative e sulla redditività degli operatori.

Il mercato dell’usato si conferma dunque centrale per l’industria automobilistica italiana. La flessione di maggio non interrompe la tenuta del comparto, ma evidenzia tre nodi strategici: l’elevata anzianità del parco, la crescita ancora lenta dell’elettrico e il peso crescente delle auto provenienti dal noleggio. La capacità di gestire questi fattori determinerà margini e posizionamento di concessionari, finanziarie e piattaforme digitali nella prossima fase della transizione.

Scheda 

Trasferimenti di proprietà a maggio: 444.625
Variazione su maggio 2025: -3,1%
Trasferimenti netti: -6%
Minivolture: +0,8%
Trasferimenti gennaio-maggio: 2.416.129, +0,7%
Quota benzina: 38,6%
Quota diesel: 37,9%
Quota ibride: 12,8%
Quota BEV: 1,5%
Quota plug-in: 1,7%
Auto con oltre dieci anni: 49,1%
Auto fino a quattro anni: 23,8%
Prima regione: Lombardia, 16,2%
Provenienza NLT nelle minivolture: 12,1%