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BMW tiene i margini, ma Cina e dazi pesano sui conti

BMW tiene i margini, ma Cina e dazi pesano sui conti
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BMW chiude il primo trimestre 2026 con EBT a 2,348 miliardi, ordini elettrici record in Europa e margini sotto pressione.

Il BMW Group chiude il primo trimestre 2026 con risultati finanziari solidi, ma dentro un quadro industriale più complesso di quanto dicano i numeri principali. Il gruppo di Monaco ha registrato un utile ante imposte di 2,348 miliardi di euro, con un margine EBT del 7,6%, sostanzialmente in linea con il 7,7% dell’intero 2025. Il dato conta perché conferma la capacità di BMW di difendere la redditività in una fase in cui l’industria premium deve affrontare pressione sui prezzi, rallentamento in Cina, volatilità valutaria e impatto crescente dei dazi.

La tenuta dei margini arriva mentre il costruttore prepara una delle transizioni più importanti della propria storia recente: il lancio della Neue Klasse, la nuova architettura tecnologica destinata a cambiare progressivamente l’intera gamma. Non si tratta soltanto di una piattaforma per modelli elettrici, ma di un insieme di tecnologie che influenzerà design, software, efficienza, architettura elettronica e processi industriali anche sui futuri modelli con diverse motorizzazioni.

Nel primo trimestre il gruppo ha consegnato 565.780 veicoli a livello globale, in calo del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il marchio BMW ha totalizzato 496.006 consegne, con una flessione del 4,6%, ma conserva una forte presenza nel segmento ad alte prestazioni: un’auto BMW su dieci consegnata nel periodo è stata una BMW M. È un segnale rilevante perché il premium sportivo resta una delle aree a maggiore valore per margini, immagine e fidelizzazione della clientela.

Il dato più incoraggiante arriva dall’Europa. Il marchio BMW ha registrato nella regione il più alto numero di ordini mai ottenuto in un singolo trimestre. Gli ordini di vetture 100% elettriche sono cresciuti di oltre il 60% rispetto all’anno precedente, mentre la nuova BMW iX3 ha raccolto oltre 50.000 ordini dalla presentazione di settembre alla fine di marzo. Per il gruppo è la conferma che la strategia della Neue Klasse sta iniziando a generare domanda prima ancora della piena espansione della gamma.

La crescita europea compensa solo in parte le difficoltà di altri mercati. In Europa le consegne complessive del BMW Group sono aumentate del 3,1% e le BEV hanno rappresentato il 25,3% delle vendite, contro una quota globale del 15,5%. In America il gruppo ha registrato una lieve flessione del 4,0%, con il calo delle elettriche BMW compensato in parte dai modelli a combustione. Più delicata la Cina, dove in un mercato in forte contrazione le consegne BMW sono diminuite del 10,0%, una performance migliore del contesto generale ma comunque penalizzante per ricavi e redditività.

I ricavi del gruppo sono scesi a 31,007 miliardi di euro, con una flessione dell’8,1% rispetto ai 33,758 miliardi del primo trimestre 2025. Al netto degli effetti valutari, il calo si riduce al 4,3%, ma resta il segnale di una pressione reale sul business. La concorrenza, soprattutto in Cina, incide sui prezzi di transazione e obbliga i costruttori premium a difendere quote e redditività in un mercato sempre più aggressivo, dove i marchi locali spingono su elettrico, software e prezzi.

La disciplina sui costi è stata uno dei fattori chiave del trimestre. Il costo del venduto è diminuito del 6,4%, mentre le spese amministrative e commerciali sono scese del 5,1%. BMW ha inoltre ridotto la spesa in ricerca e sviluppo a 1,755 miliardi di euro, dopo il picco del 2024, e ha abbassato gli investimenti a 1,723 miliardi, in calo del 38,9%. È una fase in cui il gruppo prova a raccogliere i benefici degli investimenti già sostenuti per elettrificazione, digitalizzazione e Neue Klasse, senza perdere controllo sulla cassa.

Il free cash flow del segmento Automotive è salito a 777 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 413 milioni del primo trimestre 2025. Il miglioramento deriva soprattutto dal calo degli investimenti, anche se l’aumento stagionale delle scorte ha pesato sul capitale circolante. Per l’intero anno BMW prevede un flusso di cassa libero superiore a 4,5 miliardi di euro, un obiettivo importante per finanziare la transizione tecnologica e mantenere flessibilità finanziaria.

Nel segmento Automotive, l’EBIT è stato di 1,345 miliardi di euro, con un margine EBIT del 5,0%, al centro della forchetta annuale prevista tra il 4% e il 6%. Il peso dei dazi aggiuntivi è stato quantificato in 1,25 punti percentuali di margine, mentre l’ammortamento legato all’allocazione del prezzo di acquisto di BBA ha inciso per altri 1,2 punti. Sono elementi tecnici, ma spiegano bene quanto la redditività dell’auto sia oggi esposta non solo alla domanda, ma anche a politica commerciale, cambi e struttura industriale globale.

Il quadro dei marchi è misto. MINI prosegue la crescita per il quinto trimestre consecutivo, con 68.503 veicoli consegnati e un aumento del 6,0%. Particolarmente significativo il peso delle elettriche, che rappresentano il 35,1% delle consegne del marchio. Rolls-Royce ha consegnato 1.271 vetture, in calo dell’8,0%, mentre BMW Motorrad ha registrato 42.735consegne tra moto e scooter, con una flessione del 4,2%.

Anche i servizi finanziari mostrano una doppia lettura. I nuovi contratti di finanziamento e leasing sono stati 420.212, in crescita del 4,3%, e il tasso di penetrazione è salito al 51,6%. Tuttavia, l’utile ante imposte del segmento è sceso a 381 milioni di euro, penalizzato da maggiori accantonamenti nel Regno Unito e da minori ricavi sulla rivendita dei veicoli a fine leasing.

BMW conferma le previsioni per il 2026, pur riconoscendo un contesto più volatile. Le consegne globali sono attese in linea con il 2025, con una quota di elettriche sostanzialmente stabile. Il margine EBIT Automotive resta previsto tra 4% e 6%, mentre l’utile ante imposte di gruppo è indicato in moderato calo. La sfida sarà tenere insieme tre esigenze: finanziare la Neue Klasse, difendere i margini e restare competitivi in Cina, Europa e Stati Uniti. Per ora, il primo trimestre dice che BMW conserva solidità finanziaria, ma la nuova fase del premium sarà più selettiva e meno indulgente.

In Breve 

Gruppo: BMW Group
Periodo: primo trimestre 2026
Utile ante imposte: 2,348 miliardi di euro
Margine EBT: 7,6%
Ricavi: 31,007 miliardi di euro, -8,1%
Consegne globali: 565.780 veicoli, -3,5%
Consegne BMW: 496.006 veicoli, -4,6%
Consegne MINI: 68.503 veicoli, +6,0%
Quota BEV in Europa: 25,3%
Ordini BMW iX3: oltre 50.000
EBIT Automotive: 1,345 miliardi di euro
Margine EBIT Automotive: 5,0%
Free cash flow Automotive: 777 milioni di euro
Previsioni 2026: margine EBIT Automotive tra 4% e 6%