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WEC, BMW firma una doppietta storica alla 6 Ore di Spa

WEC, BMW firma una doppietta storica alla 6 Ore di Spa
2026 FIA World Endurance Championship Spa Francorchamps, Belgium May 6th – 9th 2026 Photo: Javier Jimenez / Drew Gibson Photography

BMW conquista la 6 Ore di Spa con una doppietta Hypercar e torna al successo nell’endurance mondiale dopo 27 anni.

La BMW è tornata sul gradino più alto dell’endurance mondiale dopo 27 anni, conquistando la 6 Ore di Spa-Francorchamps con una doppietta che pesa ben oltre la cronaca sportiva. Il successo della BMW M Hybrid V8 nel FIA World Endurance Championship segna infatti un passaggio strategico per il marchio bavarese: in una fase in cui le competizioni endurance sono diventate un laboratorio ad alta visibilità per elettrificazione, gestione energetica, software e affidabilità, vincere nella classe Hypercar significa rafforzare credibilità tecnica e posizionamento industriale.

La gara belga, disputata davanti a 101.606 spettatori, ha confermato quanto Spa resti uno dei banchi prova più selettivi del calendario. Il tracciato delle Ardenne alterna lunghi tratti veloci, carichi laterali elevati, traffico fra classi diverse e condizioni strategiche spesso imprevedibili. Proprio su questo terreno il BMW M Team WRT, squadra con base vicino a Liegi, ha costruito un risultato inatteso partendo soltanto dalla decima e undicesima posizione della griglia Hypercar. Non è stata una vittoria di sola velocità, ma di lettura della gara, efficienza operativa e capacità di sfruttare le neutralizzazioni.

La chiave è arrivata nel primo ciclo di pit stop, al termine dell’ora iniziale. Il team ha scelto una strategia aggressiva sulla BMW M Hybrid V8 #20, affidata in apertura a René Rast, anticipando una mossa che ha ribaltato la posizione in pista e portato la vettura al comando. Una volta in aria pulita, Rast ha potuto esprimere il potenziale della prototipo tedesca, firmando anche un giro veloce e ampliando il margine prima del passaggio a Sheldon van der Linde. In una categoria in cui il traffico può mascherare il passo reale, la possibilità di correre davanti ha fatto emergere la competitività del pacchetto.

Il lavoro del sudafricano ha consolidato il vantaggio, mentre le diverse fasi di safety car hanno permesso alla #20 di rientrare nella stessa sequenza strategica degli avversari senza perdere la leadership. Nel finale Robin Frijns ha completato l’opera, aumentando il margine mentre alle sue spalle Ferrari, Toyota e Aston Martin si contendevano il resto del podio. Per BMW si tratta della prima vittoria assoluta nell’endurance globale dalla 24 Ore di Le Mans 1999, un riferimento che restituisce la dimensione storica del risultato.

La doppietta è stata completata dalla BMW M Hybrid V8 #15 di Kevin MagnussenDries Vanthoor e Raffaele Marciello. La sua corsa è stata più complicata, segnata anche da due contatti con la Ferrari #51, ma Magnussen ha interpretato una gara di grande difesa, soprattutto nella fase conclusiva. Il danese ha resistito alla pressione di vetture con gomme più fresche, proteggendo una seconda posizione fondamentale per il bilancio del costruttore. In termini di campionato, il risultato proietta BMW in cima alla classifica costruttori, mentre Rast e Frijns salgono al vertice tra i piloti.

Alle spalle delle due BMW, la Ferrari AF Corse #50 di Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina ha chiuso terza dopo una gara condizionata da un problema a un dado ruota durante un pit stop, costato circa venti secondi. Fuoco ha dovuto poi difendersi dal ritorno della Toyota di Kamui Kobayashi, a sua volta superata nel finale da una Aston Martin Valkyrie in forte crescita. Il quarto posto di Tom Gamble e Harry Tincknell rappresenta il miglior risultato finora ottenuto dalla Valkyrie nel WEC, un segnale interessante per un progetto ancora in fase di costruzione.

La 6 Ore di Spa ha offerto indicazioni importanti anche per i nuovi equilibri della categoria. Genesis Magma Racing, alla seconda presenza nella serie, ha conquistato punti con l’ottavo posto della GMR-001 affidata a Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert. È un risultato che conferma quanto la classe Hypercar stia diventando sempre più centrale per le strategie di comunicazione e sviluppo dei costruttori, in un quadro competitivo dove il motorsport serve anche a costruire identità tecnologica.

Più amaro il bilancio per i marchi francesi. Alpine e Peugeot erano entrambe in corsa per un risultato di rilievo, ma hanno lasciato Spa senza il premio atteso. La Alpine #35 ha perso una concreta possibilità di podio con l’uscita di António Félix da Costa nel finale, mentre la Peugeot 9X8 #94, protagonista in qualifica con Malthe Jakobsen, è stata fermata da un incidente con una GT nella fase decisiva. Episodi diversi, ma entrambi utili a ricordare quanto l’endurance richieda non solo prestazione, ma continuità, lucidità e gestione del rischio.

Per BMW, invece, Spa diventa una svolta. La vittoria arriva prima dell’appuntamento più importante dell’anno, la 24 Ore di Le Mans, in programma dal 10 al 14 giugno. Il successo belga non garantisce automaticamente competitività sulla Sarthe, ma modifica le aspettative: la BMW M Hybrid V8 ha dimostrato di poter vincere contro i riferimenti della categoria. Ora il passaggio decisivo sarà trasformare una strategia perfetta da sei ore in una prestazione sostenibile sulle ventiquattro ore più importanti del motorsport mondiale.

In breve 

  • Gara: 6 Ore TotalEnergies di Spa-Francorchamps
  • Campionato: FIA World Endurance Championship 2026
  • Categoria: Hypercar
  • Vincitore: BMW M Hybrid V8 #20
  • Piloti #20: René RastSheldon van der LindeRobin Frijns
  • Secondo posto: BMW M Hybrid V8 #15
  • Piloti #15: Kevin MagnussenDries VanthoorRaffaele Marciello
  • Terzo posto: Ferrari AF Corse #50
  • Spettatori: 101.606
  • Dato storico: prima vittoria BMW nell’endurance mondiale dalla 24 Ore di Le Mans 1999
  • Prossima gara: 24 Ore di Le Mans, 10-14 giugno