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Bosch e Maserati portano l’idrogeno a Le Mans

Bosch e Maserati portano l’idrogeno a Le Mans

Bosch e Maserati portano a Le Mans un motore a idrogeno basato sul V6 Nettuno: 480 kW, 880 Nm e tecnologia racing.

La sperimentazione dell’idrogeno nel motorsport compie un passo concreto con il progetto sviluppato da Bosch MotorsportMaserati e Ligier Automotive per la 24 Ore di Le Mans. La notizia conta perché va oltre la semplice dimostrazione tecnica: mentre l’industria dell’auto cerca soluzioni per ridurre le emissioni senza rinunciare alle prestazioni, il motore a combustione alimentato a idrogeno torna al centro del dibattito come alternativa possibile, soprattutto nei segmenti ad alta performance e nelle competizioni di lunga durata. Il progetto parte da una base italiana di forte valore tecnologico, il V6 Nettuno di Maserati, convertito da Bosch Engineering per funzionare con idrogeno.

Il cuore dell’operazione è la Ligier JS2 RH2, prototipo dimostrativo già presentato a Le Mans nel 2023 e ora aggiornato con un motore ottimizzato. La vettura sarà esposta nell’H2 Village durante la settimana di gara e sabato 13 giugno 2026compirà un giro dimostrativo sul circuito francese. È un passaggio simbolico, ma anche industriale: Le Mans resta uno dei laboratori più severi per verificare tecnologie destinate a funzionare su lunghe distanze, in condizioni di carico elevate e con una richiesta continua di affidabilità.

La base tecnica scelta da Bosch è il motore Nettuno Maserati, un sei cilindri biturbo di 3,0 litri con lubrificazione a carter secco. Per la conversione all’idrogeno sono stati mantenuti elementi fondamentali del progetto originale, tra cui la testa cilindri e il turbocompressore. La modifica più rilevante riguarda i pistoni, rivisti nella forma e nel rapporto di compressione per consentire prestazioni elevate agli alti regimi. Sono stati inoltre aggiornati sistema di iniezione, accensione e gestione elettronica del motore.

Il dato tecnico più importante è l’adozione dell’iniezione diretta di idrogeno con iniettori Bosch HIDI LCV, al posto della precedente architettura di alimentazione combinata. Secondo Bosch, questa soluzione consente di migliorare stabilità della combustione, coppia e potenza, riducendo al tempo stesso le emissioni. Nella configurazione da motorsport il motore da 3,0 litri arriva a circa 480 kW, pari a oltre 650 CV, e a 880 Nm di coppia. Numeri che lo avvicinano al territorio delle hypercar e che servono a dimostrare come l’idrogeno non debba essere letto soltanto in chiave ambientale, ma anche come tecnologia prestazionale.

Il progetto è rilevante anche per Maserati. Il Nettuno era nato come motore ad alte prestazioni per modelli stradali e racing del Tridente, con soluzioni derivate dalla Formula 1. La sua conversione all’idrogeno conferma la robustezza dell’architettura e apre un possibile capitolo di sviluppo per motori termici a basse emissioni in applicazioni specialistiche. Per un marchio di lusso sportivo, la questione non è marginale: l’elettrificazione resta centrale, ma nei segmenti emozionali e nelle competizioni la continuità del motore a combustione può avere ancora spazio se accompagnata da carburanti e tecnologie più sostenibili.

Per Bosch, invece, l’operazione rafforza il ruolo di fornitore tecnologico in una fase in cui la filiera automotive sta cercando nuove aree di crescita oltre l’elettrico a batteria. L’idrogeno applicato alla combustione interna richiede componentistica specifica, controllo elettronico raffinato, sistemi di iniezione ad alta precisione e competenze software. Sono ambiti coerenti con la trasformazione dei grandi supplier, sempre più impegnati a vendere soluzioni integrate e non singoli componenti.

La partnership con Ligier Automotive, avviata nel 2021, ha permesso di trasformare il progetto in un veicolo funzionante. Nei test successivi al debutto del 2023, la JS2 RH2 ha percorso quasi 8.000 chilometri in pista in diverse condizioni meteo senza problemi tecnici segnalati. È un elemento decisivo: per rendere credibile l’idrogeno nel racing non basta mostrare una vettura dimostrativa, bisogna provarne resistenza, sicurezza e continuità di funzionamento.

L’interesse industriale è legato anche alle possibili ricadute future. Ligier vede nella tecnologia una strada per applicazioni come auto da track day decarbonizzate, mentre Bosch e Maserati possono usare il motorsport come banco prova per sistemi che, in prospettiva, potrebbero trovare applicazione in nicchie ad alte prestazioni. Non si tratta di immaginare una sostituzione immediata dell’elettrico, ma di aggiungere un’opzione tecnologica per quei contesti in cui autonomia, tempi di rifornimento, peso e prestazioni restano variabili decisive.

La 24 Ore di Le Mans diventa così una vetrina strategica per un messaggio più ampio: la transizione della mobilità non seguirà una sola traiettoria. L’elettrico a batteria continuerà a guidare gran parte del mercato, ma idrogeno, carburanti sintetici e motori termici evoluti possono mantenere un ruolo in settori specifici. Nel motorsport, dove le tecnologie vengono spinte al limite, questa diversificazione può accelerare soluzioni utili anche per la filiera industriale.

Scheda 

  • Progetto: Bosch e Maserati per il racing a idrogeno
  • Evento: 24 Ore di Le Mans 2026
  • Veicolo: Ligier JS2 RH2
  • Motore di base: Maserati Nettuno V6 3.0 biturbo
  • Tecnologia: combustione interna a idrogeno
  • Iniezione: Bosch HIDI LCV a iniezione diretta
  • Potenza motorsport: circa 480 kW
  • Coppia: 880 Nm
  • Test effettuati: quasi 8.000 km in pista
  • Presentazione: H2 Village di Le Mans
  • Giro dimostrativo: 13 giugno 2026
    Fonte: comunicato Bosch Engineering/Maserati. 
Bosch e Maserati portano l’idrogeno a Le Mans
Bosch e Maserati portano l’idrogeno a Le Mans