Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » Brembo cresce nel Q2: ricavi a 983 milioni, debiti in calo

Brembo cresce nel Q2: ricavi a 983 milioni, debiti in calo

Brembo cresce nel Q2: ricavi a 983 milioni, debiti in calo
matteo tiraboschi

Brembo chiude un secondo trimestre sopra le attese, alza la guidance 2026 e accelera su Sensify, piattaforma chiave per l’auto software-defined.

Brembo migliora le previsioni per il 2026 dopo un secondo trimestre chiuso sopra le attese, con ricavi e redditività in accelerazione. Tra aprile e giugno il gruppo ha registrato 983 milioni di euro di fatturato, in aumento del 6,4%, un EBITDA di 162 milioni e un utile netto salito del 30% a 60,7 milioni. Numeri che assumono un peso strategico in una fase segnata dalla debolezza della domanda automobilistica in alcuni mercati, dalla pressione sui costi e dalla necessità di finanziare la trasformazione tecnologica della componentistica. 

Il miglioramento non dipende soltanto dai volumi. Nel trimestre l’EBITDA è cresciuto del 9,8%, più rapidamente dei ricavi, portando il margine al 16,5%. L’EBIT ha raggiunto 89,8 milioni, con un progresso del 13,7%, mentre l’incidenza dell’utile netto sul fatturato è passata dal 5,1% al 6,2%. Il dato indica una maggiore capacità di trasformare le vendite in redditività, nonostante l’aumento dei costi del personale e delle altre spese operative. 

«Il secondo trimestre si è chiuso con risultati superiori alle aspettative, che hanno portato a un miglioramento della guidance», ha dichiarato il presidente esecutivo Matteo Tiraboschi. Il manager ha collegato l’andamento economico ai progressi di Sensify, sottolineando l’avvio della produzione per un costruttore globale, i nuovi contratti e la partnership destinata a favorirne la diffusione su larga scala in Cina. 

Nel primo semestre il quadro resta più prudente, ma conferma la tenuta del modello industriale. I ricavi consolidati sono saliti del 2,1% a 1,920 miliardi di euro, con una crescita del 4,4% a cambi costanti. L’EBITDA ha raggiunto 316,7 milioni, pari al 16,5% dei ricavi, mentre l’utile netto è aumentato del 20,1% a 117,6 milioni

La composizione del fatturato mostra tuttavia un mercato ancora disomogeneo. Il settore auto, che rappresenta oltre il 70% delle vendite, è rimasto sostanzialmente stabile, con un incremento dello 0,5%. A sostenere la crescita sono stati soprattutto i motocicli, in aumento del 10%, e i veicoli commerciali, avanzati dell’8,1%. Il comparto delle competizioni, nel quale confluiscono anche i ricavi di Öhlins, ha invece registrato una flessione dell’1,3%. 

Anche la distribuzione geografica conferma una domanda frammentata. La Francia è cresciuta del 20,3%, il Sud America del 12,1% e l’India del 7,6%. Il Nord America ha segnato un +3,6%, che diventa +9,9% eliminando l’effetto dei cambi. In direzione opposta si sono mosse la Cina, in calo dell’11,2%, e la Germania, scesa del 2,5%. Per Brembo la diversificazione internazionale resta quindi uno strumento essenziale per compensare la debolezza di alcuni mercati e ridurre la dipendenza dall’andamento di singole aree. 

La leva industriale più importante è però rappresentata da Sensify, la piattaforma che integra componenti frenanti, elettronica e software. Brembo punta a trasformare il freno da elemento meccanico a sistema intelligente, capace di gestire in modo indipendente le singole ruote e dialogare con le architetture digitali del veicolo.

Tiraboschi ha indicato nel vehicle corner uno dei principali spazi di innovazione per le auto definite dal software. L’obiettivo strategico è estendere il ruolo di Brembo dalla frenata al controllo intelligente del veicolo, aumentando il contenuto tecnologico fornito ai costruttori e partecipando alle piattaforme automobilistiche fin dalle prime fasi di sviluppo. 

Questa evoluzione può rafforzare il posizionamento competitivo del gruppo. Un fornitore capace di combinare meccanica, algoritmi, sensori ed elettronica ha maggiori possibilità di difendere i margini rispetto alla componentistica standardizzata e di costruire rapporti industriali più profondi con le case automobilistiche. Crescono, però, anche le esigenze di investimento, validazione e aggiornamento delle competenze interne.

Nel semestre Brembo ha realizzato investimenti netti per 132,5 milioni di euro, mentre per l’intero 2026 prevede circa 350 milioni. La forza lavoro è salita a 16.606 persone, contro le 15.875 della fine del 2025. L’aumento dell’occupazione riflette l’ampliamento del perimetro industriale e tecnologico, ma contribuisce anche alla crescita dei costi del personale, arrivati a 417,2 milioni. 

Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto si è attestato a 798,6 milioni di euro, in riduzione di 136,9 milioni rispetto a giugno 2025, ma superiore ai 719,2 milioni registrati alla fine dello scorso esercizio. A pesare sono stati soprattutto l’aumento delle rimanenze e dei crediti commerciali, che ha portato il capitale circolante netto a 385 milioni. Il flusso di cassa operativo è comunque tornato positivo per 72,6 milioni, rispetto al dato negativo del primo semestre precedente. 

I risultati hanno consentito al gruppo di portare la previsione di crescita dei ricavi 2026 dal precedente 3% a circa il 5% a cambi costanti. Brembo conferma inoltre un margine EBITDA intorno al 16,5% e punta a chiudere l’anno con un indebitamento inferiore a 700 milioni. Il raggiungimento dell’obiettivo richiederà una seconda parte dell’esercizio capace di coniugare sviluppo industriale, controllo del capitale circolante e maggiore generazione di cassa. 

Per la filiera automotive, la traiettoria di Brembo mostra come la transizione non riguardi soltanto elettrificazione e batterie. Anche un componente storico come il sistema frenante sta diventando una piattaforma digitale, nella quale software e controllo elettronico assumono un peso crescente. Il secondo trimestre rafforza la capacità finanziaria del gruppo di sostenere questa trasformazione; la vera sfida sarà convertire Sensify e l’integrazione con Öhlins in crescita strutturale, mantenendo redditività e disciplina finanziaria.

Scheda finale

Ricavi secondo trimestre: 983 milioni di euro, +6,4%
EBITDA secondo trimestre: 162 milioni, +9,8%
Margine EBITDA: 16,5%
Utile netto secondo trimestre: 60,7 milioni, +30%
Ricavi primo semestre: 1,920 miliardi, +2,1%
Utile netto primo semestre: 117,6 milioni, +20,1%
Investimenti nel semestre: 132,5 milioni
Investimenti previsti nel 2026: circa 350 milioni
Indebitamento netto: 798,6 milioni
Guidance ricavi 2026: circa +5% a cambi costanti
Dipendenti: 16.606