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BYD cresce in Italia: quota del 24,3% tra elettriche e plug-in

BYD cresce in Italia: quota del 24,3% tra elettriche e plug-in

A ottobre 2026 BYD rafforza la propria presenza nel mercato automobilistico italiano con 6.058 immatricolazioni e una quota del 4,5%. Secondo i dati diffusi dalla casa cinese, il marchio si colloca al settimo posto nella graduatoria nazionale e rimane nella Top 10 per il sesto mese consecutivo. È un risultato che conferma il peso raggiunto dal costruttore in una fase di trasformazione dell’offerta, tra auto elettriche e ibride ricaricabili.

Nei primi dieci mesi dell’anno le immatricolazioni BYD in Italia ammontano a 47.699 unità. Il dato mensile racconta una crescita della visibilità del brand, ma il comunicato non fornisce un confronto omogeneo con le immatricolazioni complessive dell’ottobre precedente. Per leggere correttamente la performance occorre quindi distinguere la posizione in classifica dalla dinamica dei singoli segmenti.

Quota del 24,3% tra le auto ricaricabili

Il risultato più significativo riguarda il comparto NEV, definito da BYD come l’insieme delle vetture completamente elettriche (BEV) e delle ibride plug-in (PHEV). A ottobre la casa dichiara una quota del 24,3% in questa categoria, equivalente a quasi una nuova auto ricaricabile su quattro. BYD sostiene inoltre che si tratti della quota più elevata conquistata dal marchio tra i mercati europei.

Le ibride plug-in trainano le immatricolazioni

Nel solo mese di ottobre BYD registra 4.937 immatricolazioni di vetture plug-in hybrid, con una quota dichiarata del 31,8% del segmento italiano. In altri termini, più di tre nuove PHEV su dieci fanno riferimento alla marca cinese. Da gennaio a ottobre il totale sale a 38.037 unità, pari al 28,3% del comparto. Numeri che evidenziano il ruolo commerciale della tecnologia Super Hybrid DM-i, alla base di una parte importante della gamma.

Il peso delle ibride ricaricabili distingue l’andamento italiano del marchio: l’offerta non si concentra soltanto sui modelli a zero emissioni allo scarico, ma comprende vetture che abbinano motore termico e trazione elettrica. Il comunicato presenta questa formula come una risposta alle esigenze di utilizzo di una clientela più ampia, senza indicare però dati sui margini o sulla redditività delle singole motorizzazioni.

Elettriche: secondo posto nel segmento BEV

Per le auto totalmente elettriche, BYD comunica 1.070 immatricolazioni a ottobre e una quota del 12,4%, che valgono il secondo posto nel mercato italiano delle BEV. Nei primi dieci mesi il bilancio è di 9.662 unità, corrispondenti all’8,5% del segmento. La distanza rispetto ai volumi plug-in hybrid conferma che la crescita nazionale si sviluppa soprattutto attraverso l’offerta di modelli ricaricabili con doppia motorizzazione.

Seal U e Atto 2 al centro della gamma

La classifica interna dei modelli conferma la concentrazione delle targhe su poche vetture. A ottobre SEAL U guida il marchio con 2.588 unità, pari al 43% del totale, seguita da ATTO 2 con 1.674 immatricolazioni, il 28%. Completano i primi quattro posti DOLPHIN SURF, con 631 unità, e DOLPHIN G, con 611. Insieme queste vetture raccolgono oltre il 90% delle immatricolazioni BYD del mese.

Nella graduatoria delle plug-in hybrid, SEAL U DM-i risulta prima con 2.580 immatricolazioni e ATTO 2 DM-i seconda con 1.653. DOLPHIN G DM-i totalizza 605 unità. Per quest’ultimo modello BYD dichiara un’autonomia complessiva fino a 1.040 chilometri con serbatoio pieno e batteria carica, una lunghezza di 4,16 metri e un bagagliaio da 425 a 1.225 litri: valori riferiti alle condizioni e alle configurazioni indicate dal costruttore.

SUV e citycar elettriche nella classifica

SEAL U occupa, secondo BYD, la prima posizione nel segmento D-SUV italiano a ottobre, considerando tutte le alimentazioni. ATTO 2 contribuisce invece alla presenza della marca tra i SUV compatti. Sul versante elettrico, DOLPHIN SURF raggiunge il secondo posto nella classifica mensile delle BEV con 622 immatricolazioni, mentre il dato complessivo di gamma dello stesso modello è pari a 631 unità.

Italia centrale nell’espansione europea

BYD inserisce il risultato italiano in un percorso di espansione che interessa anche Regno Unito, Spagna, Germania, Francia e Polonia. Nel comunicato il gruppo richiama l’ampliamento della rete distributiva e la diversificazione dell’offerta, ma non presenta dati quantitativi confrontabili per questi altri Paesi. Il primato europeo del 24,3% va dunque letto come una quota di mercato dichiarata per il comparto NEV in Italia, non come un primato assoluto di volumi.

La fotografia di ottobre segnala comunque un cambiamento negli equilibri competitivi: un costruttore cinese entra stabilmente fra i primi dieci marchi nazionali e trova nelle ibride plug-in la propria leva principale. Nei prossimi mesi sarà l’andamento delle immatricolazioni, insieme alla distribuzione fra le diverse alimentazioni, a misurare la continuità di questo posizionamento. Il comunicato non distingue tra le immatricolazioni ai clienti finali e quelle effettuate dai diversi canali della rete.

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