BYD entra per il quinto anno consecutivo nella top 100 di Fortune Global 500, al 91° posto, con ricavi 2025 pari a 111 miliardi di dollari.
BYD si posiziona al 91° posto della Fortune Global 500 2026, la classifica delle maggiori aziende al mondo per fatturato, confermandosi per il quinto anno consecutivo tra le prime 100. Per il settore automotive il dato ha un peso specifico preciso: un costruttore nato meno di tre decenni fa come produttore di batterie si è ormai stabilizzato tra i colossi industriali globali, un posizionamento che nel 2020, quando l’azienda muoveva i primi passi nella classifica, sarebbe apparso difficile da prevedere con questa rapidità.
I numeri alla base del piazzamento raccontano una crescita che non accenna a rallentare. Nel 2025 BYD ha registrato ricavi per 804 miliardi di RMB, circa 111 miliardi di dollari, con un utile netto di 32,6 miliardi di RMB. Nello stesso anno le vendite di veicoli a nuova energia hanno toccato 4,6 milioni di unità, confermando l’azienda cinese come primo produttore mondiale del settore, davanti a colossi storici dell’auto che solo pochi anni fa avrebbero considerato improbabile un simile sorpasso. Il ritmo è proseguito nel 2026: nei primi sei mesi dell’anno BYD ha già venduto oltre 1,8 milioni di veicoli, e a luglio ha tagliato un traguardo simbolico, diventando il primo costruttore automobilistico al mondo a produrre il proprio 17 milionesimo veicolo a nuova energia.
Dietro questi risultati c’è un impegno finanziario in ricerca e sviluppo che pochi concorrenti, in qualsiasi settore industriale, possono eguagliare per intensità: nel 2025 BYD ha investito 63,4 miliardi di RMB in R&D, il 17% in più rispetto all’anno precedente, portando il totale storico degli investimenti oltre i 250 miliardi di RMB. Questa spesa ha alimentato lo sviluppo di tecnologie proprietarie come la Blade Battery di seconda generazione, il sistema di ricarica ultraveloce FLASH Charging e le più recenti soluzioni di assistenza alla guida, tecnologie che l’azienda sta portando anche sui mercati occidentali attraverso i propri marchi premium.
Il capitolo dell’espansione internazionale è forse quello più rilevante per capire le prospettive future del gruppo. Nel 2025 le vendite fuori dalla Cina hanno superato per la prima volta il milione di unità, con una crescita del 145% su base annua, un ritmo che nel primo semestre 2026 si è tradotto in oltre 780.000 unità vendute all’estero. Oggi BYD è presente in 121 Paesi e regioni, con una strategia che punta sempre più a radicare produzione e attività commerciali direttamente nei mercati locali, piuttosto che limitarsi all’esportazione diretta dalla Cina, un approccio che riduce l’esposizione a dazi e barriere commerciali e che il gruppo sta replicando in Europa, Sud America e Sud-Est asiatico.
Sul fronte della sostenibilità, BYD quantifica anche l’impatto ambientale della propria attività: al 30 giugno 2026 i veicoli a nuova energia e le soluzioni energetiche del gruppo avrebbero contribuito a una riduzione complessiva delle emissioni di carbonio superiore a 149 miliardi di chilogrammi, un valore che l’azienda equipara all’effetto di oltre 2,48 miliardi di alberi. Un dato che, al netto della cornice comunicativa, riflette comunque la scala industriale ormai raggiunta da un gruppo che in poco più di un ventennio è passato da produttore di componenti elettronici a uno dei principali attori della transizione elettrica globale.

