BYD valuta Flumeri per ampliare la produzione europea, ma non risultano ancora investimento, volumi o accordi definitivi.
BYD torna a valutare l’Italia nella ricerca di un nuovo polo produttivo europeo. La pista più recente riguarda lo stabilimento Menarini di Flumeri, in provincia di Avellino, visitato anche dalla vicepresidente esecutiva Stella Li. Il dato certo, però, è limitato all’interesse industriale: non risultano al momento un investimento annunciato, un accordo vincolante, volumi produttivi assegnati o un piano occupazionale.La questione è rilevante soprattutto perché BYD sta accelerando la localizzazione della produzione in Europa, in un contesto segnato dai dazi sulle auto elettriche cinesi, dalla necessità di ridurre i costi logistici e dalla crescente pressione per aumentare il contenuto produttivo europeo. La strategia emersa negli ultimi mesi punta soprattutto su impianti già esistenti, i cosiddetti siti brownfield, che possono essere acquisiti o riconvertiti con tempi inferiori rispetto alla costruzione di una nuova fabbrica.
BYD cerca un impianto esistente per crescere in Europa
A maggio Stella Li aveva confermato che BYD era in contatto con Stellantis e altri costruttori per valutare fabbriche europee sottoutilizzate. Tra i Paesi esaminati figurava anche l’Italia.A giugno era emerso un orientamento ancora più preciso: il gruppo cinese intende individuare un impianto esistente nell’Europa meridionale per rafforzare la propria presenza produttiva nel continente.Dal punto di vista economico, la scelta di una struttura già operativa ridurrebbe il capitale necessario rispetto a un progetto greenfield e, soprattutto, potrebbe abbreviare i tempi di avvio della produzione. Resterebbero comunque da sostenere gli investimenti necessari per adattare linee, logistica, fornitori e processi industriali agli standard e ai modelli BYD.Non sono stati comunicati valori relativi agli investimenti necessari per Flumeri né una capacità produttiva potenziale. Per questo non è possibile, allo stato attuale, stimare l’impatto finanziario o occupazionale di un eventuale insediamento.
Flumeri entra nella partita europea
Lo stabilimento Menarini presenta una caratteristica coerente con la strategia BYD: è un sito produttivo già esistente, quindi potenzialmente riconvertibile. La stampa internazionale specializzata ha riferito di più visite e di un interesse del gruppo cinese, mentre alcune ricostruzioni hanno ipotizzato un possibile impiego del sito per la produzione di auto elettriche.Quest’ultimo punto resta però una ipotesi, non un programma industriale ufficiale.Non sono noti i modelli che potrebbero essere assemblati a Flumeri, né la capacità annua, il livello di automazione previsto, il numero di addetti coinvolti o l’eventuale rete di fornitori italiani. Allo stesso modo, non è stato indicato se BYD valuterebbe l’acquisto, l’affitto o un diverso accordo industriale sul sito.
Nessun investimento ancora ufficiale
Il quadro che emerge è quindi quello di una fase negoziale ancora aperta. BYD continua a cercare capacità produttiva in Europa e l’Italia è tornata tra le opzioni valutate, ma nessuna decisione definitiva risulta ancora annunciata.Per il sistema automotive italiano, l’eventuale ingresso di BYD avrebbe conseguenze rilevanti soprattutto sul fronte della capacità produttiva, dell’occupazione e della supply chain locale. Ma finché non saranno definiti investimento, volumi e tempistiche, Flumeri resta una candidatura industriale e non ancora una nuova fabbrica BYD.


