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Chery raggiunge 20 milioni di auto e accelera in Europa

Chery raggiunge 20 milioni di auto e accelera in Europa

Chery raggiunge 20 milioni di auto, accelera nell’export e prepara una nuova fase di crescita industriale e tecnologica globale.

Chery ha prodotto la sua ventesimilionesima automobile a 29 anni dalla nascita del gruppo, scegliendo una FULWIN come modello simbolo del traguardo. Il risultato misura la crescita industriale del costruttore cinese, ma soprattutto segnala il passaggio da esportatore di veicoli a gruppo tecnologico globale, con attività che comprendono produzione, componentistica, software, servizi finanziari e soluzioni di robotica.

La scelta della FULWIN collega due fasi della storia aziendale. Il modello originale fu la prima vettura costruita da Chery e anche la prima esportata. La denominazione identifica oggi una famiglia di veicoli intelligenti a nuova energia, attraverso la quale il gruppo intende dimostrare l’evoluzione compiuta sul piano della qualità, dell’elettrificazione e della tecnologia di bordo.

Il superamento dei 20 milioni di unità cumulative nel luglio 2026 arriva dopo una progressione iniziata nell’agosto 2007, quando Chery divenne il primo marchio cinese a raggiungere un milione di vendite. Il dato non coincide con i volumi annuali, ma evidenzia la capacità del gruppo di aumentare nel tempo scala produttiva, presenza commerciale e capacità di investimento.

La dimensione internazionale è l’elemento più rilevante. Nel primo semestre 2026 Chery ha esportato 943.800 veicoli, il 71,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quasi 7 milioni di clienti del gruppo si trovano fuori dalla Cina e i suoi prodotti sono distribuiti in più di 130 Paesi e regioni.

Questa esposizione riduce la dipendenza dal mercato domestico, ma impone al gruppo di gestire normative, reti commerciali e preferenze molto diverse. Nei mercati più regolamentati la sfida non consiste soltanto nel proporre prezzi competitivi: servono omologazioni, assistenza, disponibilità dei ricambi, valori residui affidabili e una rete capace di sostenere il cliente durante l’intero ciclo di vita del veicolo.

L’Europa è il banco di prova più delicato. Tra gennaio e giugno 2026 il gruppo dichiara 174.000 veicoli venduti, con una crescita superiore al 212%. Nel Regno Unito Chery si sarebbe inoltre collocata per quattro mesi consecutivi tra i primi due marchi del mercato. Sono numeri che indicano una rapida espansione, anche se il comunicato non specifica il dettaglio per singolo marchio, modello o canale commerciale.

La crescita europea intensifica il confronto con i costruttori tradizionali. Chery può contare su un’offerta ampia e su cicli di sviluppo rapidi, mentre i gruppi europei devono sostenere costi industriali elevati e contemporaneamente finanziare elettrificazione, software e adeguamento normativo. La concorrenza si sposta quindi dal solo prezzo alla capacità di integrare tecnologie, produzione locale, distribuzione e servizi finanziari.

Il gruppo dichiara un portafoglio di oltre 400 tecnologie avanzate. Tra queste figurano la batteria Rhino, sistemi di intelligenza artificiale per la guida assistita, soluzioni per il cockpit digitale e il sistema CSH, Chery Super Hybrid. La disponibilità di tecnologie proprietarie può ridurre la dipendenza da fornitori esterni, aumentare il controllo sui costi e velocizzare l’introduzione di nuovi prodotti.

Allo stesso tempo, l’ampliamento delle competenze richiede investimenti consistenti in ricerca, semiconduttori, software, batterie e formazione. Il valore di un gruppo automobilistico non dipende più soltanto dalla capacità di assemblare veicoli, ma dalla gestione coordinata di una catena industriale che comprende elettronica di potenza, sistemi operativi, dati, ricarica e servizi digitali.

Chery sta inoltre passando dall’esportazione alla localizzazione produttiva. Il 3 luglio 2026 ha annunciato la riqualificazione dello stabilimento di Rosslyn, in Sudafrica, con il mantenimento di 692 dipendenti e la prospettiva di creare quasi 3.000 posti di lavoro nell’indotto. L’operazione mostra come il gruppo cerchi di consolidare la propria presenza attraverso capitale industriale, occupazione e relazioni con i fornitori locali.

La produzione nei mercati di destinazione può ridurre costi logistici e rischi tariffari, ma aumenta la complessità organizzativa. Occorre garantire standard qualitativi omogenei, trasferire competenze e costruire una filiera in grado di fornire componenti con volumi e tempi adeguati. Per i territori coinvolti, l’arrivo di un costruttore cinese può generare occupazione e investimenti, ma anche modificare gli equilibri tra fornitori esistenti e nuovi operatori.

Il gruppo conta oggi 150.000 dipendenti, dei quali oltre 20.000 all’estero. Questa struttura conferma il passaggio verso una multinazionale industriale, ma rende più importante la capacità di integrare funzioni e mercati differenti. La redditività futura dipenderà non solo dalla crescita dei volumi, ma anche dal mix di prodotto, dal posizionamento dei marchi e dalla capacità di evitare una competizione fondata esclusivamente sugli sconti.

La strategia comprende anche finanza automotive e robotica basata sull’intelligenza artificiale. È il segnale della volontà di trasformare Chery in un ecosistema tecnologico, andando oltre la vendita dell’automobile. Servizi finanziari, piattaforme digitali e nuove applicazioni possono aumentare i ricavi generati da ogni cliente e rendere più stabile la relazione con il mercato.

In vista del trentesimo anniversario nel 2027, il traguardo dei 20 milioni rappresenta quindi un punto di partenza più che di arrivo. La sfida sarà trasformare l’espansione internazionale in una presenza duratura, mantenendo competitività sui costi senza indebolire qualità, assistenza e valore residuo. Per l’industria europea, la crescita di Chery conferma che la nuova concorrenza cinese non riguarda più soltanto le importazioni, ma investimenti, produzione locale e controllo dell’intera catena del valore.

Scheda

  • Veicoli prodotti complessivamente: 20 milioni
  • Anno di fondazione: 1997
  • Primo milione di vendite: agosto 2007
  • Export nel primo semestre 2026: 943.800 veicoli
  • Crescita delle esportazioni: +71,5%
  • Vendite europee nel semestre: 174.000 veicoli
  • Crescita in Europa: oltre +212%
  • Presenza internazionale: oltre 130 Paesi e regioni
  • Clienti all’estero: quasi 7 milioni
  • Dipendenti: 150.000, oltre 20.000 fuori dalla Cina
  • Stabilimento di Rosslyn: 692 addetti confermati
  • Occupazione prevista nell’indotto: quasi 3.000 posti
Chery raggiunge 20 milioni di auto e accelera in Europa
Chery raggiunge 20 milioni di auto e accelera in Europa
Chery raggiunge 20 milioni di auto e accelera in Europa