Auto e Motori
Citroen ELO a Rétromobile 2026: il futuro che guarda alla storia
Per la 50ª edizione di Rétromobile, Citroën espone sei concept car che uniscono il design del 1919 alla mobilità elettrica del futuro, con l'inedito concept ELO.

Il traguardo della 50ª edizione del Salone Rétromobile non è solo una celebrazione per collezionisti, ma il palcoscenico scelto da Citroën per riaffermare la propria identità.
Attraverso uno stand che è un vero percorso nel tempo, il Marchio mette a nudo la sua filosofia: democratizzare la mobilità con tecnologie che mettono il comfort al primo posto. Non si tratta di una semplice esposizione statica, ma di un dialogo tra sei concept car che collegano le intuizioni radicali del 1919 con le sfide dell'elettrificazione moderna.
ELO: quando il futuro si fa compatto e modulare
Il cuore pulsante della presenza Citroën a Parigi è ELO, un concept che incarna una visione audace e fluida dello spostamento urbano. Lungo appena 4,10 metri, ELO sfida le convenzioni spaziali riuscendo a ospitare fino a sei persone grazie a un’architettura 100% elettrica che libera centimetri preziosi all'interno. Progettato come un vero laboratorio mobile, questo prototipo non serve solo a muoversi, ma si trasforma in base alle necessità della giornata: dal relax al lavoro da remoto, fino al tempo libero condiviso.
Un ufficio mobile nato dall'eredità di Xanae e Karin
L'impostazione di ELO non nasce dal nulla, ma attinge a piene mani dal DNA creativo del passato. La sua modularità ricorda la Xanae del 1994, pioniera dello spazio monovolume familiare. La vera provocazione stilistica è però la posizione di guida centrale, che garantisce una visibilità a 180° grazie al parabrezza panoramico. È un richiamo diretto alla futuristica Karin del 1980, che già quarant'anni fa esplorava interfacce simili ai joystick e una disposizione dei passeggeri pensata per favorire l'interazione sociale durante il viaggio.
Sostenibilità tattile: la collaborazione tra Citroën e Decathlon
Oltre alla meccanica, Citroën ELO esplora nuove frontiere nell'economia circolare. Il design riprende la ricerca dell'essenzialità avviata con la C-Cactus nel 2007, puntando sulla semplificazione e sul riciclo. Un dettaglio concreto di questa visione sono i tessuti dell'abitacolo: materiali riciclati derivati dagli scarti del progetto Oli e sviluppati in una partnership tecnica con Decathlon. È la prova di come l'innovazione sostenibile possa nascere dall'incontro tra settori diversi, unendo comfort e responsabilità ambientale.
L'aerodinamica della "goccia" e la piramide elettronica
Accanto alle novità elettriche, Rétromobile permette di riscoprire visioni che sembravano fantascienza. La C10 del 1956, soprannominata "la goccia d'acqua", testimonia l'ossessione storica del Marchio per l'efficienza aerodinamica e la leggerezza. Allo stesso modo, l'Activa 1 del 1988 portava al debutto sistemi di gestione elettronica delle sospensioni idrauliche che oggi consideriamo standard, anticipando persino i primi display head-up per la proiezione delle informazioni di guida.
Il miracolo della 2 CV A e lo spazio conviviale di Xanae
La storia della mobilità per tutti è rappresentata dalla rarissima 2 CV A del 1939. Nata per essere una "quattro ruote sotto un ombrello", questo prototipo è uno dei soli quattro esemplari sopravvissuti alla distruzione bellica, ritrovato casualmente nel 1968. Questo approccio alla semplicità dialoga nello stand con la Xanae del 1994, dove i sedili anteriori girevoli permettevano agli occupanti di sedersi faccia a faccia. Due epoche diverse, ma la stessa idea di trasformare l'auto in un luogo da vivere, non solo da subire.
Il ritorno della Regina: la Traction Avant 15-6 Cabriolet
Il pezzo più pregiato dell'esposizione è senza dubbio la Traction Avant 15-6 Cabriolet del 1939. Si tratta di un'auto dalla rarità assoluta: esistono solo tre prototipi autentici al mondo dotati del potente motore a sei cilindri. L'esemplare rosso in mostra ha un valore simbolico immenso per il Salone, essendo stato esposto proprio durante la prima storica edizione di Rétromobile nel 1976. Il suo ritorno celebra cinquant'anni di cultura automobilistica e l'eleganza senza tempo di un'ingegneria che ha cambiato le regole del mercato.
