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Dacia comanda la Dakar: Al-Attiyah primo nella generale
Strategia vincente per Al-Attiyah che conquista la vetta della Dakar 2026. Loeb risale in classifica, mentre Moraes paga dazio alle rocce di AlUla.





La seconda giornata del Rally Dakar 2026 ha regalato il primo, significativo scossone alla classifica generale.
In una tappa che si preannunciava come un banco di prova severo per la resistenza meccanica e la lucidità dei piloti, l’esperienza ha giocato un ruolo determinante. Nasser Al-Attiyah, alla guida della sua Dacia Sandrider, ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno dei maestri indiscussi della disciplina. Partito per secondo nella frazione di 400 chilometri che collegava Yanbu ad AlUla, il qatariota ha scelto deliberatamente di non cedere alla tentazione della velocità pura, optando per una condotta di gara chirurgica.
L'ottavo tempo registrato al traguardo, con un crono di 4h03m47s, potrebbe sembrare a prima vista un risultato di conservazione, ma si è rivelato la mossa strategica perfetta. Mentre gli avversari spingevano rischiando tutto tra le insidie del terreno, Al-Attiyah ha preservato la vettura e gli pneumatici, un approccio che gli ha permesso di scavalcare tutti e insediarsi al comando della graduatoria assoluta, seppur con un margine risicato di soli sette secondi. È la conferma della competitività del progetto Dacia, che al suo secondo anno nella competizione più dura del mondo si trova già a guardare tutti dall'alto in basso nel Campionato Mondiale FIA di Rally-Raid.
Le insidie di AlUla: tra rocce e strategia
Il percorso odierno ha messo a dura prova nervi e sospensioni. I primi 200 chilometri si sono snodati attraverso le montagne dell'Hedjaz, un dedalo di passaggi rocciosi, tortuosi e tecnicamente estenuanti, caratterizzati da continui cambi di ritmo. Solo nel finale il paesaggio ha concesso tregua, aprendosi su vaste pianure sabbiose che hanno anticipato le prime dune di questa edizione.
Proprio in questo contesto difficile, Al-Attiyah ha commentato la sua giornata: «Direi che è stata una buona giornata, senza particolari problemi. Ce la siamo presa con comodo, perché era una tappa molto difficile ed era facile rompere l'auto o forare le gomme. Ma la nostra Dacia Sandrider va proprio bene e oggi siamo stati molto contenti di concludere la gara. Penso che domani avremo una buona posizione».
La rimonta di Sébastien Loeb
Non solo Al-Attiyah: anche l'altro "gigante" del team, Sébastien Loeb, ha interpretato la tappa con intelligenza tattica. Dopo le sfortune della giornata inaugurale, segnata dalle forature, il francese navigato da Edouard Boulanger ha dovuto gestire la pressione di dover recuperare terreno senza commettere ulteriori errori. La sua prestazione è stata un capolavoro di equilibrio: settimo tempo di giornata, sufficiente per compiere un balzo in avanti notevole nella generale.
Loeb è risalito dalla decima alla quinta posizione assoluta, riducendo il distacco dal compagno di squadra leader a 1 minuto e 57 secondi. «È stata una buona giornata, non tanto divertente con tutte quelle rocce, per cui abbiamo dovuto gestire il ritmo e cercare di evitare di correre rischi con le pietre, cosa che abbiamo fatto e alla fine non abbiamo forato, per cui il ritmo era quello giusto» ha dichiarato il pluricampione WRC, aggiungendo pragmaticamente: «A tratti non è stato divertente, ma nel complesso è stata una bella tappa, senza problemi con l'auto e siamo qui».
Giornata difficile per Moraes, solidità per Gutiérrez
Se i veterani hanno sorriso, la tappa di AlUla è stata meno clemente con la new entry del team, Lucas Moraes. Il brasiliano, campione in carica del mondiale e affiancato dal tedesco Dennis Zenz, ha vissuto un calvario tecnico nella parte finale della speciale. Una serie di sfortunati eventi, tra cui danni agli pneumatici e un problema meccanico negli ultimi chilometri, lo ha costretto a rallentare drasticamente sulle dune.
Moraes ha raccontato così le sue disavventure: «Oggi è stata un po' più dura per noi. Stavamo andando a un buon ritmo fino al pit stop. Abbiamo forato una sola volta, ma il cambio gomme è stato veloce. Poi, dopo il pit stop, abbiamo subito una foratura lenta. Siamo riusciti a percorrere forse 80 chilometri con quella gomma. Ma poi ci siamo dovuti fermare. Quando siamo tornati in gara, eravamo nel treno e c'era chi cercava di superarci. Poi abbiamo dovuto fermarci un'altra volta per cambiare una gomma. Non è stato facile, negli ultimi sette chilometri abbiamo avuto un problema tecnico e abbiamo dovuto andare molto piano sulle dune, ma siamo qui». Attualmente Moraes scivola in tredicesima posizione nella generale, mentre i tecnici sono al lavoro per analizzare le cause del guasto.
Al contrario, Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno hanno mantenuto una costanza invidiabile. Nonostante una foratura gestita durante il pit stop obbligatorio (una finestra di 4 minuti concessa dal regolamento per l'assistenza), l'equipaggio spagnolo ha portato a termine una gara pulita, difendendo la quindicesima posizione assoluta. «È stata una giornata positiva per noi, siamo stati cauti su tutto il percorso perché sapevamo che oggi sarebbe stata dura con tutte quelle pietre» ha spiegato Gutiérrez. «Alla fine, abbiamo forato una gomma, ma, durante il pit stop, il team ha cambiato due pneumatici perché ha notato che c'erano dei tagli. Siamo stati contenti all'arrivo».
Tecnologia ed evoluzione: la Dacia Sandrider 2026
Le prestazioni in pista sono il frutto di un intenso lavoro di sviluppo dietro le quinte. La Dacia Sandrider in configurazione 2026 si presenta notevolmente evoluta rispetto al modello d'esordio. Oltre alla nuova livrea che dà più spazio all'arancione, le modifiche sostanziali riguardano la riduzione del peso e l'ottimizzazione dell'impianto di raffreddamento, cruciali nelle torride condizioni saudite. Migliorata anche la visibilità e il comfort per l'equipaggio, fattori non trascurabili in tappe che superano le quattro ore di guida al limite. Il veicolo continua a essere spinto dal carburante sostenibile fornito da Aramco e si affida alla robustezza delle coperture BFGoodrich.
Anche i navigatori hanno dovuto fare gli straordinari, come confermato da Pablo Moreno: «Oggi è stata una giornata lunga, una tappa davvero difficile, molto impegnativa, insidiosa in certi punti per la navigazione, ma abbiamo fatto un buon lavoro. Abbiamo ottenuto un buon risultato e sono molto contento di essere qui».
Verso la tappa più lunga
La Dakar non concede riposo. Martedì 6 gennaio la carovana affronterà la terza tappa, un anello intorno ad AlUla che rappresenta, finora, la sfida più lunga in termini di chilometri cronometrati: ben 422. Sarà un altro test cruciale per la leadership di Al-Attiyah e per le ambizioni di rimonta di Loeb, in una gara che ha appena iniziato a mostrare il suo volto più duro.
RISULTATI NON UFFICIALI DELLA TAPPA 2 DEL RALLY DAKAR
Yanbu-AlUla
Distanza tappa: 400 km Distanza collegamento: 104 km Distanza totale: 504 km
7° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), 4h03m23s
8° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 4h03m47s
19° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), 4h10m01s
20° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), 4h10m55s
RISULTATI PROVVISORI (NON UFFICIALI) IN CLASSIFICA GENERALE DOPO LA TAPPA 2 DEL RALLY DAKAR – CATEGORIA ULTIMATE
1° Nasser Al-Attiyah (QAT)/Fabian Lurquin (BEL), 7h12m16s
5° Sébastien Loeb (FRA)/Édouard Boulanger (FRA), +1m57s
13° Lucas Moraes (BRA)/Dennis Zenz (GER), +10m02s
15° Cristina Gutiérrez (ESP)/Pablo Moreno (ESP), +10m34s
RALLY DAKAR: IL NUMERO DA NON DIMENTICARE
367: I Dacia Sandriders prendono il comando del Rally Dakar sebbene abbiano esordito nell'evento più impegnativo del motorsport internazionale solo 367 giorni fa.
IL GIORNO DOPO: TAPPA 3, 6 GENNAIO
Se le incredibili formazioni rocciose della regione di AlUla creano un paesaggio spettacolare, rendono la sfida ancora più complessa per i navigatori. Una complessità che si prevede aumenterà ulteriormente nella seconda parte della terza tappa a causa del crescente numero di tracciati disponibili e della scarsità di punti di riferimento significativi.
Distanza tappa: 422 km Distanza collegamento: 244 km Distanza totale: 666 km
